Ma veramente nel Napoli di Sarri, il “falso nueve” è una novità?

Tutto è cominciato con il diffondersi della notizia che ha gettato Napoli in un clima di terrore e agitazione: MILIK INFORTUNATO, LESIONE DEL MENISCO, STOP DI 4 MESI. Con il polacco out,i primi quesiti che tifosi e giornalisti si sono posti sono stati: E ora chi segna? Chi sarà la punta del solito tridente? Quale attacco inventara’ Sarri, per limitare i danni di questa assenza pesante?

Ed ecco che spuntano le prime soluzioni: i coraggiosi e i fiduciosi ricorrono alla Primavera, PUNTIAMO SUI GIOVANI. Scelta azzardata, perché nonostante il Napoli vanti una linea verde di ottimo livello, gettare un campioncino inesperto nei campi di serie A e sovraccaricarlo di aspettative ed ansie per il ruolo che dovrà ricoprire, ha tutte le sembianze di un atto forzato ed egoistico, per non parlare della bassa percentuale di un esito positivo.

Quindi che si fa? Ricorriamo agli SVINCOLATI, tutti quelli che nonostante liberi da legami contrattuali, sono rimasti a spasso e non aspettano altro che squadre a corto di giocatori per avere la loro (ennesima) occasione. Ma può il Napoli, un squadra con obiettivi seri, fare delle scelte affrettate, tirando a sorte, per tesserare un giocatore, sicuramente lontano da una accettabile condizione fisica e soprattutto ignorante delle strategie di gioco azzurro? No di certo…Ci vorrebbe troppo tempo sia per farlo entrare negli schemi tattici di Sarri e sia per recuperare una buona prestazione atletica, caratteristica inalienabile nel gioco svelto e fluido del tecnico toscano.

E allora, finalmente si guarda alla panchina. E soprattutto ad un Mertens in strepitosa forma, ad un Gabbiadini che ha ancora tante cose da dire sul campo, ad un Callejon, il giocatore più versatile e multiforme che il Napoli vanti e al capitano Hamsik, che il vizio del goal non l’ha mai perso. Ed ecco, che i geni del calcio sgomitano tra la folla di soluzioni insolute e ipotesi scartate, fanno la voce grossa e gridano al FALSO NUEVE. Ma che cos’è?

Letteralmente significa “falso 9”, o meglio “centrocampista adattato al ruolo di centravanti”. Viene utilizzato nella dicitura il numero 9, in quanto da tempi immemori, chi indossava la maglia con questo numero( adesso i giocatori hanno piena libertà di scegliere il numero della propria maglia a prescindere dal ruolo che ricoprono all’interno della formazione) si indicava l’ATTACCANTE PURO PER ECCELLENZA. Vi risparmio tutta la noiosa genealogia di chi abbia inventato, provato o appurato questo nuovo modulo privo di arieti puri ma riempiendo l’area cesarini di centrocampisti offensivi e dal tiro buono.

E invece mi chiedo, ma il Napoli non ha già in squadra inconsapevoli falsi nueve che sono spesso  andati in rete pur non essendo chiamati a farlo?

Facciamo i realisti, non facciamo i filosofi. Nel calcio moderno, dove il tiki-taka guardiolano è costante di tutte le squadre di un certo livello, cioè questo gioco fluido, fraseggiato che non lascia punti di riferimento e con scambi di posizione continui sfruttando tutti gli spazi giocabili, è davvero una novità da attuare ora?

Non credo. Mi sembra qualcosa di già visto e già metabolizzato abbondantemente dal gioco italiano.

E’ ovvio che alcuni accorgimenti tattici sono da appurare. Ma sono più che sicura che senza ricorrere al mercato e semplicemente guardando alla rosa azzurra l’assenza di Milik non peserà.

Basta che Martens, Insigne, Callejon e Gabbiadini, continuino a fare quello che sanno fare, e nessuna porta avversaria resterà immacolata.


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