Ad resurgendumcumChristo: il Vaticano mette a punto linee guida in merito alla cremazione dei defunti

CITTA’ DEL VATICANO. C’è trepidazione nell’aria. Si attende con impazienza la presentazione del documento Ad resurgendumcumChristoche sarà reso noto ai giornalisti in una conferenza stampa alla presenza del cardinale Gerhard Mueller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, del Segretario della Commissione Teologica Internazionale P. Serge-Thomas Bonino e al Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede mons. Angel RodriguezLuno.

Con questo documento il Vaticano intende mettere ordine sulla questione della sepoltura dei defunti e della conservazione delle cenerei in caso di cremazione, per risorgere con Cristo, appunto. Dal titolo latino ci si aspetta che verrà ribadito il divieto canonico riguardo alla dispersione delle ceneri e, in generale, alla conservazione delle stesse in un luogo non sacro.

Come è noto, è sempre stata piuttosto netta la posizione della Chiesa Cattolica sulla questione della pratica crematoria: fino al 1963 la cremazione non era accettata dalla Chiesa che preferiva il tradizionale funerale con sepoltura completa del corpo; a seguito del Concilio Vaticano II e con l’istruzione Piam et constantem della Suprema Congregazione del Sant’Uffizio, pur ribadendo l’invito ai vescovi di predicare l’inumazione, la Chiesa dispone che possano essere sepolti secondo rito ecclesiastico anche i fedeli che sono stati cremati. Sepoltura che può avvenire ad una condizione importante però: che la scelta della cremazione, come si legge nel Catechismo della Chiesa cattolica, non derivi dalla negazione dei dogmi cristiani, da appartenenza a sette, dall’odio verso la religione cattolica o verso la Chiesa.

Tuttavia, il Codice di Diritto Canonico sostiene, nel canone 1176, che la Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti, pur non proibendo di fatto la cremazione. E soprattutto, questione ben più delicata, il Vaticano dal 2012 vieta che le ceneri vengano disperse in mare o altrove in natura e che vengano conservate in casa o in giardino. Come si legge nel Direttorio su pietà popolare e liturgia del 2002, si esortano i fedeli a dare alle cenere dei familiari consueta e degna sepoltura, seguendo l’esempio di Gesù che fu inumato.

Il corpo ha per i cristiani un valore enorme: è creato da Dio e, soprattutto, è destinato alla risurrezione dai morti nell’ultimo giorno (GS 14). Quindi, anche se l’uomo nella morte è ormai entrato nell’eternità, la Chiesa prega accanto alla sua salma, celebra l’Eucarestia e lo asperge di acqua benedetta. Affidare il corpo alla terra ha un valore simbolico estremo: l’uomo è polvere e polvere tornerà ad essere; come si legge nella Genesi, il destino del credente è tornare alla terra perché dalla terra è stato tratto.


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