Il San Carlo celebra Carla Fracci, la Musa della danza

La città di Napoli festeggia con La musa della danza. Auguri Carla!, Carla Fracci, per i suoi ottant’anni compiuti il 20 agosto scorso. Lì dove il suo teatro, la scala di Milano, non si è dimostrato all’altezza, organizzando, come affermato recentemente suo marito Beppe Menegatti <<tutto molto in fretta>>, è riuscito il San Carlo di Napoli che ha omaggiato la Fracci con due serate di gala, la sera scorsa e stasera . Ma i festeggiamenti erano già  in corso da qualche giorno. La musa si è raccontata, svelando il suo affetto per una Napoli <<che è un po’ come casa mia. Sono passata per questa città e per il San Carlo tante volte con lavori importanti. Sono molto grata alla città e a questo teatro, al quale devo molto.
Sono salutata da tutti come un amica e questo mi commuove. Sono grata a tutti i napoletani per lo slancio d’affetto che mi stanno dimostrando.>> Alla domanda circa il ricordo che la lega maggiormente a Napoli, la ballerina ha risposto decisa <<Filomena Marturano. Interpretarla, proprio qui a Napoli, è stata una cosa unica, un onore, un ruolo che porto dentro, ma d’altra parte ho sempre affrontato ogni ruolo con grande entusiasmo e con ricerca costante.>>
Ottant’anni e non sentirli. La danza è una passione che non hai età, sarà ancora in scena, proprio in occasione del gala del San Carlo con una coreografia costruita per lei dal direttore del corpo di ballo del San Carlo, Giuseppe Picone, e con la regia di Beppe Menegatti.
Alla conferenza per l’occasione la ballerina ha affermato:<< Certo che sarò ancora sul palco. Ma io continuo a ballare. Ho fatto anche degli spettacoli Alice con una compagnia giovane e piena di energie, il Balletto del Sud>>. Molti le hanno chiesto come vede la danza italiana e lei ha risposto che le sembra un momento strano, hanno smantellato molte compagnie di danza e all’apice della carriera, in tutte le città italiane i teatri arrivano le proprie compagne ora invece le smantellano. <<Questo è frustrante, avevo il sogno di dirigere una compagnia, ma ora i giovani se ne vanno, perché qui non hanno opportunità. >>
La sua vita infatti è stata dedicata a far conoscere l’importanza della danza a tutti e la stessa Fracci commenta: <<ho portato la danza ovunque. In Italia bisognava farlo, c’era bisogno di promuoverla e farla conoscere ai giovani. Così mi sono esibita in teatri tenda e piazze della provincia di tutta Italia. Per questo sono anche stata criticata da Nurejev che mi diceva “chi te lo fa fare di andare in giro tra le province, ti stanchi troppo”. Adesso, però, parlando con le nuove generazioni alle persone che mi ringraziano per quello che ho fatto, mi sento gratificata>>. Oggi infatti viene vista da tutti come la musica della danza ma questo la imbarazza perché lei non vuole essere considerata un mito. Vuole essere Carla, l’amica di tutti. Non le piace essere messa sull’altarino, o venire visto addirittura come una Madonna. Le è capitato di incontrare delle mamme che le dicevano “signora Fracci tocchi mio figlio”, <<ma tutto ciò è incredibile e mi fa tremare, imbarazza. Sono solo una donna che si è dedicata con tutta me stessa a questa professione, scoprendo la forse un po’ tardi. Ricordo che mi si avvicina ai per caso. Mi sono trovata la scuola di ballo della scala su consiglio di un’amica dei miei genitori, quasi per caso.>>
Una carriera stupenda e ricca di soddisfazioni ed ancora un desiderio nel cassetto: lavorare con i giovani. Vorrebbe trasmettere loro la sua lunga esperienza artistica e di teatro, facendo loro capire il significato e il valore della danza, diverso per ogni ruolo che si interpreta. Si ritiene fortunata perché avuto dei maestri straordinarie vorrebbe regalare alle nuove generazioni tutto quello che i suoi mentoring hanno dato a lei.
A Napoli da qualche giorno per provare il nuovo spettacolo ideato per lei da Giuseppe Picone, nuovo direttore della compagnia del San Carlo, Carla Fracci inizia a suor Orsola Benin casa i festeggiamenti napoletani per i suoi ottant’anni che culmineranno in teatro con La musa della danza. Auguri Carla! in programma in questi giorni.
La grande etoile sarà infatti protagonista dell’antica città della monastica di un’inedita presentazione della sua biografia Passo dopo passo. La mia storia, Mondadori, nel corso di un incontro con le promesse della danza di domani, i primi studenti maturandi napoletani di un liceo coreutico attivo all’interno del Suor Orsola, riconosciuto dall’Accademia Nazionale della danza, che quest’anno porterà a compimento il suo primo quinquennio. L’appuntamento nella sala degli angeli dove la Fracci ha risposto alle domande degli allievi del liceo e di una rappresentanza di studenti universitari guidata dagli allievi della scuola di cinema e tv universitaria diretta dal produttore della grande bellezza Nicola Giuliano, che proprio in questi giorni ha lanciato il bando della sua seconda edizione con oltre 10.000 € di borse di studio. L’incontro è stato introdotto dal rettore dell’Università, Lucio l’Alessandro, e dal coordinatore didattico di sicurezza e del sole Orsola, Rita carbone, e sarà coordinato da Maria venuto, docente di storia della danza al liceo  del soluto sola. La Fracci ha visitato a sorpresa il conservatorio di San Pietro a Majella in occasione della presentazione del libro di Giuliana Gargiulo, Colpo di scena-incontro di una vita.

 L’étoile accompagnata dal marito e ricevuta dalla direttrice Elsa Evangelista, ha avuto modo di conoscere l’antica scuola musicale napoletana e non è escluso che in futuro possa tenere una lezione spettacolo nel segno della cultura musicale nata sotto il Vesuvio fin dal evoca barocca.
Purtroppo per la Fracci le istituzioni sono sorde e lasciano le compagnie chiudano una dopo l’altra così lancia il suo appello:<< aiutate la danza, non lasciate che ti altri chiudono le compagnie, mai come ora la danza è viva e vitale, ma le situazioni nulla appoggiano>>. È un grido di dolore quello che lancia Carla Fracci. Con il suo con il suo è il tuo garbo, quasi timorosa che le sue parole possono scatenare una polemica, non rinuncia però a intervenire.

<<Tutti mi dicono che devo fare qualcosa, ma io da sola non ho le forze per farlo. Avrei voluto una mia compagna per tramandare i giovani quello che ho imparato in anni di attività e di incontri meravigliosi, unici, ma come? La danza non rende ricchi. E ancora: chi dovrebbe intervenire? Le istituzioni, una volta parlai a un ministro del problema causato dalla chiusura di compagnie di danza in importanti fondazioni liriche come Firenze e Verona, non sapeva neppure che stavano chiudendo>>.

L’incontro programmato in teatro per illustrare lo spettacolo, diventa così occasione per la Fracci di insistere su una questione che le sta particolarmente a cuore anche perché in calza la danza è un settore in grandissimo fermento, nascono scuole, forse troppi, tanti piccoli gruppi si contentano di poco e mantengono in piedi le loro attività.
Anche la televisione fa la sua parte, spettacolo in prima serata come quello di Roberto Bolle aiutano tantissimo e hanno successo, gli spettacoli sono richiestissimi, spesso Sold out, perché allora non sostenere il settore? Domande senza risposta rispetto alle quali parla però la grande risonanza della presenza dell’étoile a Napoli, il suono a Milano, alla scala, il teatro dove è cresciuta per partecipare da danzatrice alle due serate San Carli anni, neanche a dirlo Sold out. Solo per domani disponibile ancora qualche posto.
La Fracci, qui sarà assegnato il premio Diva e Donna e che riceverà un riconoscimento dal Rotary impegnato a sostenere il dopo scuola per i bambini talentuosi e poco abbienti e laboratori, danzerà accanto a Picone in ricordo di quando lui a 11 anni allievo della scuola del San Carlo fu scelto da lei e dal marito per interpretare un piccolo balletto dedicato al mito dei Balletts Russes. Su musiche di Bach, Debussy, l’étoile e si concederà in un breve cameo sulle note del Claire dell’una di Debussy, brano che nell’88 ha danzato.
Nel corso del gala anche alcune coreografie che la videro in passato star assoluta. Da Lo spettro della rosa alla Bella addormentata.

<<Ho visto lavorare questi giovani, sono pieni di talento, ha detto ancora la Fracci presentato dal direttore artistico Paolo Pinamonti e dalla soprintendente che rivendica con orgoglio l’aver mantenuto in piedi compagnia e scuola di ballo nonostante i momenti difficili del passato. Questi danzatori sono il futuro. Così a senza la mia presenza qui tra loro. Con la testa non si invecchia e se non posso affrontare piroette e come una volta posso dare ancora tanto e voglio farlo. >>
Inutile girarci intorno, è un’icona mondiale. Ha portato la danza ovunque da New York ai piccoli teatri di provincia, nelle piazze storiche, negli anfiteatri, sempre nel segno della qualità. Accanto al lei e il marito che le ha dato l’opportunità, aldilà dei grandi ruoli del repertorio classico, ancora oggi è insuperabile nel ruolo di Giselle, di interpretare con la sua personalità magnetica una sfilza di personaggi femminili da Isadora a Zelda passando per me dea, Mirandolina, lady Macbeth, la signora delle camelie e chi più ne ha più ne metta. A dispetto di un orologio biologico che sembra sfidare la legge del tempo, la Fracci ha compiuto ottant’anni ed è pronta ad incantare il pubblico napoletano in un gala a lei dedicato ieri e oggi, presentato l’altro ieri in conferenza stampa alla presenza della sovrintendente del massimo. Il teatro San Carlo, per decisione proprio del nuovo direttore Giuseppe Picone, le ha spalancato le porte per una celebrazione che resterà nella storia. <<Stavo pensando a quanti balletti abbiamo allestito in tanti anni. È un po’ come tornare a casa. Incontro ancora tante persone, i tecnici, e maestranze che mi salutano affettuosamente. Stamattina per arrivare in teatro è stata una lunga sequenza di saluti signora Fracci, signora Fracci tutti con grande affetto, sento una grande responsabilità, posso dire di aver lavorato veramente tanto, non so neanche come ho fatto. Mi fanno i complimenti per la mia esibizione recenti in televisione, accanto a Roberto bolle, con tanto di lista finale. Non so dove prendo la forza. L’attività instancabile chi ha segnato la mia vita da ancora i suoi frutti. >>
Giuseppe piccone ha creato una coreografia apposta per lei e la Fracci commenta: è l’unico che ha dimostrato gratitudine per quello che ha fatto in passato con me e mio marito, che lo scelse ad 11 anni, quando era allievo della scuola di ballo del teatro San Carlo, per interpretare il protagonista. È bella questa sua gratitudine. L’idea di Menegatti è un po’ il ricordo di tanti personaggi che ho portato in scena durante la mia carriera, non sarà solo di esclusivamente un passo a due ma ci sarà il supporto di tutta la compagnia, la coreografia durerà 20 minuti e sono molto felice di questa nuova creazione del mio ritorno a Napoli. Un ritorno a dir poco emozionante in una città che conosco da una vita. Sono molto felice, girando per il teatro percepito proprio un bel fermento, tra la scuola di ballo e la compagnia.
Il direttore artistico Picone che dirige il corpo di ballo da pochissimo tempo a instaurato un ottimo rapporto con i ballerini. È molto importante lavorare in un clima sereno e positivo dando la propria esperienza. Lui ha ballato tanto, anche con me e mio marito, mi piacerebbe molto tornare in questo teatro per lavorare con i giovani puntando sullo stile, che si è perduto. Se si vuole puntare sul repertorio classico romantico penso di essere la maestra giusta.
Quando però le è stato chiesto cosa manca la danza in Italia ha risposto dispiaciuta:<< invece di aiutarla la stanno demolendo perché uno alla volta i teatri stanno eliminando i corpi di ballo. Tu lo sai meglio di me come stanno andando le cose mi sento frustrata lavorando come ha lavorato in tutti i teatri italiani si capisce che ore giovani non hanno prospettive future, sono anni che dico che ci vorrebbe una compagnia italiana nazionale. Questo è l’augurio che posso fare: più spazio per i giovani!
Che il ministero il governo si diano una mossa. Il problema è politico, non artistico, in questo momento molto difficile bisogna difendere la danza perché ci sono tantissimi talenti italiani costretti ad emigrare all’estero per poter lavorare e questa è una grossa perdita per il nostro paese!>>.

Un vero peccato!


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