Luca De Fusco, l’orgoglio nazionale che seduce Barcellona

Luca de Fusco e la sua compagnia che ha debuttato, per intero, rappresentando l’Agamennone e Coefore-Eumenidi, e  con sottotitoli in catalano al Teatro di Barcellona, hanno vinto anche questa sfida internazionale dopo il successo dello scorso anno con Il giardino dei ciliegi a San Pietroburgo. Sold out per Agamennone, leggera flessione di pubblico per la seconda parte, ma applausi prolungati e convinti del pubblico per l’intera trilogia di Eschilo.

Lo spettacolo apre di fatto il calendario della stagione 2016-2017 dello Stabile di Napoli-Teatro Nazionale e dà inizio ai tuoi appuntamenti internazionali. Singolare e di particolare impatto l’effetto scenico dovuto alla polivalenza del teatro. Modernissimo palazzo che doveva avere tutta altra destinazione diventato fin dall’ inizio un locale, trasformabile e altamente tecnologico, che ha permesso di far entrare gli spettatori nel gioco del palcoscenico che può essere posizionato in vari modi e forme.

De Fusco, come aveva informato e la conferenza stampa di presentazione dello spettacolo, insieme al direttore artistico del teatro, ha deciso per la forma ad anfiteatro perché l’opera era stata pensata per il teatro aperto di Pompei con la scenografia che era sostanzialmente un pavimento. Nello spazio libero di Barcellona, senza la cavia per le sue ridotte dimensioni, gli spettatori sono stati vicinissimi agli attori che hanno visto lo spettacolo dall’alto, proprio come accade in un anfiteatro.

Straordinario il cast dei protagonisti: Mariano Rigillo per il ruolo di Agamennone sembra sia stato magistrale. Ma un ruolo fondamentale lo gioca anche la compagnia di danza contemporanea col per di Napoli che hanno animato attraverso diverse coreografie l’intera rappresentazione teatrale.

<<Ho ricominciato dall’idea dello scavo, di questa storia sepolta nel ventre della società, già presente nel mio spettacolo siracusano, e svilupparla in modo compiuto, passando per una versione cinematografica di c’è fuori e terminando con una regia di rumeni di fortemente segnata dalla contaminazione tra teatro e video alle quali lavoro ormai da anni>> ,ha detto di Fusco le sue note di regia.

Il sipario si apre, infatti, sullo scavo archeologico nel quale prende vita il prologo di Agamennone con il monologo dell’avidità che nella notte vita in attesa di vedere il segnale di luce che annuncia la caduta di Troia e il ritorno del re di Argo. Seguono i corifei che emergono a uno a uno da sottoterra ricordando gli antefatti della spedizione e chiedendosi se lei stia realmente tornando. Quindi entra in scena Clitennestra che informa il coro che Troia è caduto. La trama si sviluppa fino all’arrivo di Agamennone che sorge dal solo spostando una enorme testa di cavallo che simboleggia l’inganno ideato da Ulisse e conquistare la città. Cassandra, giunta schiava con il re Atreo, fa la sua terribile profezia. Da dietro il portone della reggia si odiano, quindi, le urla di Agamennone colpito a morte. L’uxoricidio è stato compiuto e la moglie lo annuncia al popolo dichiarando di avere indicato la morte Ifigenia e lo straccio che Agamennone aveva compiuto portando in casa Cassandra come amante. La regina mostra i cadaveri del marito della figlia di Priamo. Egisto esulta per la fiera riuscita del piano che arrivo architettato per vendicare gli oltraggi che suo padre Egisto aveva subito dal cugino Atreo.

Il sipario cala sul coro che lo maledice e lui in bocca il ritorno di Oreste.

La seconda tragedia parte il nome delle portatrici di libagioni per i morti, che si legano con la tomba di Agamennone. Rappresenta la seconda tappa del <<viaggio nel tempo>> come De Fusco ha definito la sua opera. Il racconto di come Oreste,dieci anni dopo l’omicidio del padre Agamennone, torni ad Argo, su ordine di Apollo, e porta a compimento la propria vendetta dando la morte alla madre e al suo amante. Nel finale appaiono le Erinni, le dee vendicatrici dei delitti tra consanguinei.

Oreste fugge e invoca l’aiuto di Apollo che lo aveva istigato al matricidio.

La terza tragedia culmina con il processo a Oreste accusato dalle Erinni e difeso da Apollo. Atena presiede la giuria che nella votazione è spaccata a metà. Il voto di Atena fa assolvere l’imputato. L’opera di De Fusco è bella da qualsiasi angolazione la si guardi e non ci sono stati cali di attenzione per tutta la sua durata di tre ore 40 minuti oltre agli intervalli.

Metabolizzato l’impatto emotivo provocato dai singoli episodi nella loro completa costruzione teatrale, sembra quasi impensabile un’ Orestea diversa da come è stata rappresentata. La logica di passare dal primitivo, della totale assenza di tecnologia, dal teatro teatrale di Agamennone all’atmosfera sinistra impregnata di

funesti presagi di violenza e di morte o a quella della massima tensione, per giungere a un teatro meta- televisivo che De Fusco aveva definito <<una specie di orwelliano studio televisivo. >>.

Occorre condividere e apprezzare l’originale e innovativo disegno visivo già intrecciato dal regista con lo scenografo Maurizio Balo.

È sorprendente come in questo immane sforzo il lavoro sia riuscito a dare una lettura filologica della trilogia. C’è il prologo, il parroco, l’epilogo e prima di questo gli stasimi tra un episodio e l’altro  sono caratterizzati da splendide musiche. Per quanto riguarda gli attori siamo certi che in questo caso si possa indulgere all’uso del superlativo: sono stati tutti bravissimi eccezionali a prescindere dalla lunghezza della loro parte.

È utile ripetere che l’Orestea ha avuto un grande valore politico. Il suo tema fondamentale il concetto di giustizia e il suo processo di trasformazione attraverso il dialogo: da vendetta che genera vendetta la giustizia diventa un istituto amministrato, un tribunale secondo principi democratici.

Atena dice: <<sono grata allo sguardo del dio della persuasione che si è posato sulle mie labbra. Non ci sarà più sangue che vendica sangue, ma la giustizia sarà fatta attraverso il tribunale democratico che le parti voterà>>.

Orestea termina con Atena e il capo delle Eriminidiventate Eumenidi  che cantano tenendosi per mano: metafora di una –utopica- pace nel mondo.

Lo spettacolo si avvale delle coreografie e di musiche originali. Gli appuntamenti internazionali continueranno con un Tram che si chiama desiderio in scena al Mercadante dal 30 novembre poi Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello dello stesso Luca de Fusco dove debutterà con una compagnia di attori russi in prima assoluta il sette e l’8 aprile 2017 a San Pietroburgo.

Dopo quattro ore di spettacolo il pubblico è stanco, ma soddisfatto. Chiama più volte gli attori al proscenio sedotto da un allestimento classico ma contemporaneo dell’unica trilogia dell’antichità che ci è stata tramandato.

Del chiaro successo però complice la presenza del sindaco di Napoli Luigi  De Magistris evoca anche le ombre che pesano sullo stabile scosso in passato da forti scontri con il Comune e oggi da problemi di liquidità. Colpa dei ritardi con cui i Soci, Comune, Regione e Città metropolitana versano i contributi fermi al 2014. Insomma, il bilancio è in ordine, la cassa no. Se ne fa interprete Mariano Rigillo, statuario Agamennone dello restia nel suo ruolo di neo direttore della scuola per attori dello stabile:<< Si discute e tanto della sua sede, ma se non arrivano i soldi, si corre il rischio di chiudere anche il teatro. Non voglio essere polemico. Sono preoccupato.>>

<<Il Comune ha fatto e farò sempre la propria parte senza di noi lo stabile non sarebbe diventato teatro nazionale. Senza più patto di stabilità, ormai siamo puntuali nei pagamenti. Quelli del 2014 restano legati al patto. I ritardi non dipendono da noi ma da questioni normative, >>ha risposto dei Magistris

Qualcuno dello stabile sussurra intanto che  i soldi non ci sono e il famigerato patto vale anche per altre regioni Emilia-Romagna e Veneto per esempio. Com’è che loro riescono essere puntuali? Un’altra buona notizia la conferma Walter Ferrara presidente del Mercadante-San Ferdinando: <<d’accordo con il Comune e stiamo redigendo lo statuto della fondazione. Il nuovo Stato giuridico ci consentirà di accedere con facilità al credito bancario>>. Ma ci vorranno mesi forse anni per completare l’iter giuridico-amministrativo.


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