Accadde oggi: il Monopoli arriva sugli scaffali dei negozi italiani

Si tratta certamente di uno dei giochi più famosi al mondo, diffuso nelle case di molte nazioni quanto la tv e il frigorifero. Oltre 125 milioni di copie ne sono state vendute in tutto il mondo fino ad oggi e, giocato in ben 11 Paesi, Monopoly è stato tradotto in 44 lingue.

Il gioco prende il nome da un sistema economico molto particolare che è quello del monopolio, in cui un determinato prodotto (ad esempio il caffè) può essere venduto da una sola persona in tutto il paese (ad esempio dal signor Rossi in tutta Italia) – questa persona ovviamente diventa ricchissima e nessun altro può competere con il suo potere. Così nel gioco del Monopoly alla fine vince il concorrente che concentra nelle proprie mani il possesso di tutti i terreni (e quindi di tutti i soldi), mandando in fallimento gli altri giocatori.

Il gioco è molto semplice – d’altronde chi non ci ha mai giocato? -ei giocatori, da due a sei, spostano a turno sul tabellone la propria pedina (nella versione americana c’è l’automobile, il ditale, la borsetta, il cappello, lo stivaletto, la lanterna, il cavallo a dondolo ed altri) secondo il risultato del tiro di due dadi, acquistando proprietà terriere, costruendoci sopra case e alberghi e incassando le rendite dai giocatori la cui pedina si ferma sulla propria casella. Il gioco finisce quando resta un unico giocatore che, mandando in fallimento tutti gli altri, diventa monopolista!

Il Monopoly ha avuto non poche critiche: diventato il simbolo del capitalismo occidentale – sistema economico, come il nostro, nel quale l’imprenditore utilizza il suo denaro per comprare macchinari e pagare gli operai allo scopo di produrre un determinato prodotto (pensiamo ad esempio al possessore di una fabbrica di pasta che compra il grano, possiede i macchinari e paga gli operai per produrre la pasta)–in alcuni paesi non capitalisti, come Cuba, il Monopoly è stato vietato.

A lungo si è conosciuta una storia errata circa il suo inventore: si è raccontato, infatti, che a creare il celebre gioco fosse stato Charles B. Darrow che, dopo aver prodotto da solo le prime 5 000 copie, nel 1933, vendette l’idea del gioco alla società Parker Brothers. Secondo numerosi fonti, invece, il vero inventore del Monopoly non fu il signor Darrow ma un’attrice americana di nome Elizabeth Magie che fin dal 1903 utilizzava il famoso tabellone per spiegare ai giovani la nuova teoria economica dell’economista George, contrario alla proprietà privata.

Il gioco inventato dalla signora Magie si chiamava The Landlord’s Game e il tabellone era formato da 40 caselle (come il Monopoly) disposte a formare un quadrato. Le quattro caselle agli angoli erano: il “via”, passando dal quale il giocatore otteneva anche del denaro; la prigione; il parco pubblico e la casella “vai in prigione”. Al centro di ogni lato del tabellone c’erano poi le ferrovie e le altre caselle rappresentavano proprietà che potevano essere acquistate o vendute e multe da pagare. Insomma tutto molto simile al Monopoly attuale, tranne per il fatto che in The Landlord’s Gamesembrano mancare le probabilità/imprevisti.

Il gioco divenne popolare soprattutto negli Stati Uniti e molte persone cominciarono a copiarlo manualmente realizzando dei propri tabelloni talvolta molto originali.

Nel 1932 il signor Darrow introduce piccole modifiche al gioco della Magie ed elabora una sua versione del tabellone, ottenendone il brevetto e chiamandolo per la prima volta Monopoly. Dopo una prima produzione artigianale, il gioco viene acquistato dalla Parker e immesso sul mercato. A lungo si è creduto che l’idea messa in commercio da Darrow fosse originale, fino a quando un certo RaplhAnspach realizza nel 1973 e commercializza il gioco Anti-Monopoly – una simpatica novità rispetto al gioco classico – e viene accusato dalla Parker di violazione dei diritti sul suo gioco Monopoly. A quel punto il signor Anspach scopre quasi per caso la vera storia dell’invenzione del gioco e ottiene la sentenza favorevole della Corte Suprema degli Stati Uniti che stabilì, una volta per tutte, che il Monopoly non poteva essere considerato un’invenzione originale di Charles Darrow.

Il celebre gioco da tavola arriva poi nel nostro Paese dove a partire dal 1935 viene venduto ma, essendo in pieno regime fascista – e siccome le leggi all’epoca proibivano l’utilizzo di nomi inglesi – si decise di rendere in italiano il marchio e il gioco divenne Monopoli. I nomi delle vie, che nell’edizione originale erano riferiti a zone di Atlantic City e dintorni, inoltre, in italiano diventano quelli delle vie della Milano dell’epoca.

Nel corso degli anni sono state prodotte molte edizioni speciali del gioco come la versione Monopoli Euro, quella Disney per i più piccoli, il Monopoli Empire e attualmente è possibile giocarci anche on line in maniera virtuale.

Spesso, inoltre, il Monopoli è stato protagonista di eccentrici primati: la partita più lunga della storia del Monopoli? E’ durata ben 1.680 ore, ovvero 70 giorni; il tabellone da gioco più grande del mondo? E’ stato costruito a Sidney per festeggiare i 70 anni del Monopoli e la sua estensione è di 440 metri quadrati; la versione più costosa del gioco? Vale 2 milioni di euro ed è stata realizzata da un gioielliere di San Francisco con il tabellone in oro, case e alberghi di rubini, dadi di diamanti grezzi.

I commenti sono chiusi.