Addio Umberto Veronesi, funerale venerdì

“Abbiamo ricevuto messaggi di vicinanza da tutto il mondo, soprattutto dagli Stati Uniti” ha affermato la figlia Giulia Veronesi. Anche il premier Matteo Renzi ha mostrato la sua vicinanza alla famiglia. Umberto Veronesi è stato oncologo, direttore scientifico dell’istituto Nazionale dei Tumori di Milano dal 1976 al 1994, ha anche ricoperto il ruolo di ministro della sanità durante il governo Amato. Ha partecipato alla fondazione dell’AIRC e dal 1985 al 1988 è stato presidente dell’organizzazione europea per la ricerca e la cura del cancro. Nel 2009 è diventato “ambassador” del movimento Internet for Peace con lo scopo di candidare internet al premio Nobel per la pace nel 2010, egli dichiarava di essere iniziatore del movimento per la pace universale intesa non come assenza di guerra ma intesa come ritorno ad una condizione naturale, pacifica, profonda del pensiero umano, definisce quindi tale movimento per la non violenza.Egli ha cercato di sconfiggere il grande male o almeno di ridurre la potenza e la facilità con la quale conduceva molte persone alla morte, ha dedicato gran parte della sua vita e della sua conoscenza alla ricerca per la prevenzione e per la cura del cancro, occupandosi in modo particolare del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna. Il suo desiderio e non ultimo era vedere il cancro sconfitto, questo era diventato per lui uno degli obiettivi da raggiungere, la definì ” la missione della sua vita”.Veronesi ha sempre dichiarato di non aver paura della morte, tanto da sfidarla quando era soldato saltando su una mina e riuscendo a sopravvivere nonostante avesse trascorso molti mesi in ospedale e subito diversi interventi. Tale avvenimento è stato per lui determinante, cambiandogli completamente la vita in quanto da quel momento ha vissuto a pieno ogni giorno considerandolo come rubato, concessogli come seconda possibilità da non sottovalutare ancora. Più della morte egli affermava di temere la mancanza di lucidità mentale e della coscienza. Si è sempre professato laico, sostenendo che “la scienza e la fede non potranno mai convivere e saranno sempre antitetiche, la prima vive di dubbi mentre la seconda presuppone di credere ciecamente in una specie di leggenda senza il diritto di criticarla o metterne in dubbio dogmi e misteri”. Nel rispetto del suo pensiero e delle sue volontà il funerale sarà laico e si terrà venerdì.


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