La repubblica dei brocchi. Il declino della classe dirigente italiana

Libro solido ma avvincente dell’illustre giornalista Sergio Rizzo, che racconta dei limiti dei politici italiani e di tutti coloro che sono chiamati a decidere.
Rizzo, che ha già aperto un grande dibattito sulla qualità della classe dirigente nazionale con il libro “La casta” scritto in collaborazione con Gian Antonio Stella, mette per così dire, il dito nella piaga, mostrando lo scenario generale, articolato e complesso in cui siamo precipitati tutti.
Attento al dettaglio, con la freddezza del giornalista e del commentatore d’inchiesta, mostra tutta una serie di dichiarazioni di politici colti con le mani nel sacco che rimangono, tuttavia, sereni e tranquilli: ” Non c’è da sorprendersi che siano sereni e forse lo sono davvero” dice, “la presunzione di innocenza resiste in Italia fino al terzo grado di giudizio, perché dunque non mostrarsi sereni?”
È testo amaro ma anche un grande racconto di quello che siamo ora, appunto una “repubblica di brocchi”, in cui la classe dirigente piuttosto che occuparsi delle questioni morali e dell’onestà del Paese, si preoccupa soltanto di far soldi, rendendo i problemi eterni e irrisolvibili.
Sergio Rizzo con estremo sarcasmo mostra che tutti sono responsabili del declino italiano. Non si salva nessuno: politici, burocrati, manager, sindacalisti, magistrati, avvocati e anche gli stessi giornalisti che si mostrano distratti, imprecisi ed incapaci, non all’altezza dei colleghi europei. È proprio dal confronto con i paesi sviluppati che ci si rende conto di come all’Italia manchi qualcosa.
Ma l’autore non è privo di speranza: accanto al racconto delle malefatte della società italiana, riconosce le qualità del paese e termina il suo libro con piccoli consigli al popolo italiano che ha lasciato fare, facendo diventare il comportamento di questa classe dirigente abitudine e realtà.
L’obiettivo è conoscersi attraverso un racconto che è forse una piccola leva per cercare un giorno di cambiarsi.


Stampa in PDF


I commenti sono chiusi.