Animali Notturni di Tom Ford nelle sale di tutta Italia dal 17 novembre

Dal 17 novembre nei cinema italiani sbarca Animali Notturni, il nuovo film di Tom Ford, noto soprattutto come stilista, che racconta la storia di Susan, una curatrice d’arte che inizia a leggere un romanzo che le è stato inviato dal suo ex marito. Il titolo di questo libro è lo stesso del film, Animali Notturni, come il marito era solito soprannominarla. Il libro apparentemente inoffensivo narra la storia di una famiglia composta da tre persone, marito, moglie e figlia che stanno andando in Texas. Mentre percorrono la strada in auto vengono urtati da una seconda macchina guidata da tipi minacciosi, che li manda fuori strada. Uno degli uomini prende in ostaggio la moglie la figlia, e la portano col loro in auto, il padre, Tony cerca di inseguirli con l’altra auto, ma purtroppo la macchina scompare. Il vero libro prende le mosse dall’abbandono da parte del complice del rapimento di Tony nel deserto. Amy Adams, la nostra Susan sta leggendo questo romanzo. Per la maggior parte del film, l’attrice è muta. Susan avverte qualcosa di familiare nella storia del libro, come fosse una minaccia indirizzata proprio a lei, visto anche che l’ex marito gliel’aveva dedicato. Decide così di ripercorrere mentalmente la sua storia d’amore finita.

Sembra uno di quei film che ogni volta che viene rivisto svela una parte nascosta. Il regista, Tom Ford, nasce come stilista e nel film questo aspetto è evidente. Lo stilista infatti, come nelle sue campagne pubblicitarie gioca molto con l’eccesso. Nonostante il film sia violento, non ci sono pistole o coltelli, la violenza non è mai esplicita. Più che altro sta nella minaccia di cosa potrebbe avvenire a breve. La violenza sta nella trasmissione di inquietudine nel pubblico e nell’incertezza delle scelte fatte dalla protagonista. Lo spettatore è impaurito dal vedere e non vedere, dal capire e non cosa sta accadendo. Si gioca molto sui silenzi e sulla musica e sui suoni in generale.L’incertezza verte principalmente sul mistero del passato dove lo spettatore si chiede cosa sia successo tra Susan e l’ex marito e perché si è rifatto vivo? Cosa accadde alla madre e la figlia rapite nel libro? Cosa vuole dire il romanzo a Susan?

La pellicola è tratta da un romanzo di Austin Wright intitolato Tony e Susan. Mentre il primo film di Ford, A Single Man non ha avuto riscontri positivi dalla critica e dal pubblico, questo lungomentraggio è invece già stato premiato alla Mostra del Cinema di Venezia.

L’estetica è trattata in modo dettagliato, la stessa protagonista è una curatrice d’arte e il rosso è il colore predominante dai capelli di Susan a quelli della ragazza del libro fino alle pareti. L’ex marito rapprensenta inoltre l’arte vecchio stile simboleggiata dai libri Susan quella contemporanea con i dipinti. Ma le due arti, catartiche e stili di vita per i protagonisti vengono alla fine a convergere. Alla realtà arida e rustica del Texas nel romanzo si oppone l’ambiente futuristico della casa di Susan.

L’uso del nudo serve per un messaggio di trasmissione dell’opera. Diventa arte stessa per la composizione, le forme, i colori , per come si abbina il tutto e per cosa significa.

Fondamentale il gioco di specchi: Susan e la madre del libro, e la figlia, sembrano essere la stessa persona. Il regista usa questa tecnica vincente per abbattere la distanza realtà-finzione, libro-vita reale, quello che è avvenuto e quello che non sappiamo.


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