Il mondo della “La Paranza dei Bambini” di Roberto Saviano

Il 10 novembre,è uscito la “Paranza dei bambini”, il nuovo romanzo di Roberto Saviano (Feltrinelli, pagine 347, euro 18 e 50). Di che parla il nuovo libro? Protagonista del lavoro dello scrittore napoletano, edito da Feltrinelli, ancora una volta la criminalità organizzata dei vicoli di Napoli. Si è ispirato a fatti reali, alla storia della paranza dei bambini di Forcella, Roberto Saviano per dar voce a quei ragazzini in scooter che sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Lo scrittore ricerca un’espressione poetica e allo stesso tempo drammatica e per questo usa la metafora della paranza. Come i pesci ingannati dalla luce così i ragazzini vengono ingannati dalla prospettiva di ricchezza e potere, entrambi troveranno la morte! A tre anni di distanza dal suo ultimo libro e a dieci da quello che lo ha reso famoso in tutto il mondo,Roberto Saviano ci offre un romanzo cupo e senza speranza di redenzione,la paranza dei bambini,infatti,attinge alla stessa materia di Gomorra ovvero fatti di storie criminali. Il libro tratta di un gruppo di ragazzini che quasi autonomamente decide di armarsi,il racconto è pieno di dettagli di queste storie che l’autore riprende da inchieste giudiziarie e dal dibattito di cronaca; ciò alimenta la narrazione che aspira a una più netta definizione letteraria: “Io per diventare bambino c’ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo” dicono questi adolescenti che non credono in un domani e sono determinati nel giocarsi tutto e subito. Un gruppo di fuoco legato alla Camorra, e il suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo detto Maraja. Poi ci sono Briato’, Tucano, Dentino, Drago’, Lollipop, Pesce Moscio, Stavodicendo, Drone, Biscottino e Cerino, soprannomi innocui di ragazzi che si muovono tra innocenza e violenza. Il libro si apre con un dialogo che è un inno all’oralità, a quel dialetto che rende più vissuto il contesto, che non è quello “classico” – come spiega Saviano nella nota d’apertura in cui precisa anche di aver chiesto la collaborazione dei professori Nicola De Blasi e Giovanni Turchetta – ma quello “‘imbastardito’ nella mia immaginazione”. Proprio il protagonista Nicolas, ci farà entrare nel mondo delle baby gang di Napoli,ma sopratutto ci mostrerà l’evoluzione della mentalità criminale, figlio di due genitori “normali”una sarta e un professore,sebbene sia ancora un ragazzo ha ben chiara l’unica legge di vita che bisogna rispettare: o si fotte o si viene fottuti. Senza coscienza e senza pietà questi ragazzi ci faranno entrare in un mondo di delitti efferati,ma sopratutto immotivati, basti pensare che dopo essersi procurati le armi,ottenendole con furbizia da un capoclan in declino, i nostri protagonisti devono imparare ad usarle e allora niente di meglio che utilizzare qualche nero di passaggio come bersaglio, così tanto per fare pratica. La vera novità di questi personaggi di Saviano,infatti, è la loro totale e spaventosa indifferenza e la mancanza di un’etica perfino nella sua forma più perversa o distorta. Il cerchio degli affetti è ristrettissimo, anche le fidanzate o le sorelle sono più o meno oggetti da esibire, Napoli appare ma solo sullo sfondo, lasciando il centro della scena a questi nuovi camorristi,più piccoli,più ambiziosi e crudeli. Per Saviano, la natura dei ragazzini della paranza è questa ed è irredimibile, nessun tono moralistico, però, solo la cruda oggettiva osservazione, che svela un mondo infernale. Rispetto a «Gomorra» siamo in un abisso ancora più profondo, come spiega lo stesso autore nella nota che chiude il libro, “personaggi e fatti narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce”.


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