Accadde oggi: Inizia il processo di Norimberga contro i crimini commessi dal regime nazista durante la seconda guerra mondiale.

Il 20 novembre 1945 si aprono le porte del maxi processo che, fino alla chiusura del 1 ottobre 1946, giudicherà 24 dei più importanti capi nazisti colpevoli di crimini contro l’umanità. E’ probabilmente il processo più famoso della storia e si svolge nel Palazzo di Giustizia di una delle città simbolo del regime nazista, Norimberga, in Baviera. Più di 400 spettatori assistettero alle sedute del processo per un anno intero insieme a 325 giornali, radio e agenzie di stampa. Le prove, che furono raccolte e rese disponibili per la consultazione, posero le basi per ciò che sappiamo oggi sull’Olocausto, compreso i dettagli del sistema messo a punto nei campi di concentramento per lo sterminio degli oltre 6 milioni di Ebrei. Non solo documenti cartacei ma anche le fotografie e i filmati delle udienze dei processi tenuti a Norimberga costituiscono una prova fondamentale dei crimini di massa, contro l’umanità, che oggi chiamiamo Olocausto (parola greca che letteralmente significa “bruciato interamente”).
Il tribunale militare internazionale, di cui facevano parte i giudici delle quattro potenzi vincitrici – Geoffrey Lawrence, britannico; Francis Beverley Biddle, statunitense; Henri Donnedieu de Vabres, francese e Iona Timofeevič Nikitčenko, sovietico – presentò gli atti di accusa che erano, oltre alle guerre di aggressione, crimini contro la pace, crimini di guerra e contro l’umanità.
Tenendo presente che Adolf Hitler (il principale ideatore del nazionalsocialismo), Benito Mussolini (fondatore del regime fascista in Italia), Joseph Goebbels (uno dei più importanti gerarchi nazisti) e Heinrich Himmler (capo della polizia del Terzo Reich) erano già deceduti – tutti morti suicidi con l’esclusione di Mussolini che fu catturato e fucilato dai partigiani- i 24 uomini accusati furono i maggiori rappresentanti del partito nazista, ministri, gerarchi delle SS, oltre ad industriali e giornalisti fedelissimi al regime.
Tutti gli imputati condannati a morte vennero impiccati il 16 ottobre 1946, tranne Hermann Göring, il principale luogotenente di Hitler, che riuscì a suicidarsi il giorno prima dell’esecuzione con del cianuro di potassio. I loro cadaveri furono poi cremati nei forni del lager di Dachau, il primo campo di concentramento creato dai nazisti, e le loro ceneri gettate nel rio Conwentz.


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