Si corre solo per arrivare secondi, Atalanta e Lazio favolose

La Juventus? Che ne parliamo a fare. I bianconeri vincono, anzi stravincono ancora, con una squadra imbottita di alternative. I campioni in carica, con almeno sei giocatori in campo che Allegri non considera titolari fissi, schiantano il povero Pescara, completamente fuori contesto, e allungano ancora.
Il campionato non ha quindi nulla di realmente interessante da dire per quanto riguarda la corsa il titolo, la vecchia signora alla fine della giornata allunga ancora. La rosa a disposizione del tecnico ex Milan e Cagliari è troppo vasta e troppo superiore alle altre, che le consente di gestire in scioltezza la turnazione in vista dell’Europa e di costruire quasi un punto di vantaggio ogni due partite su tutte le altre, media clamorosa.

La vera lotta è quella per il secondo posto, dove oltre alle solite note come Napoli e Roma troviamo le rivelazioni Lazio e Milan, ma soprattutto l’Atalanta di Gasperini. Mentre il Napoli di Sarri vince ad Udine e ritrova Insigne, la Roma sciupa una clamorosa occasione. La squadra di Spalletti dopo la sosta per le nazionali in un solo colpo perde altri tre punti dalla Juventus, cadendo in una Bergamo fatale per le big. Difficile dire se sia l’ennesima occasione persa o mancanza di maturità da parte dei giallorossi, oppure sia una resa meritata contro una squadra davvero di livello. L’opposto del brutto ritorno della Roma è infatti l’Atalanta, che trova una continuità tra le migliori del continente. La squadra di Gasperini nelle ultime sette gare ha collezionato sette vittorie ed un pareggio, ma soprattutto in questo filotto ha messo in cassaforte ben 10 punti contro Napoli, Fiorentina, Inter e Roma. Difficile dire dove Gomez e compagni potranno arrivare o se e quando il giocattolo potrebbe rompersi, ma le certezze vengono sempre più fuori. Gasperini è un tecnico esperto, preparato e che si è dimostrato bravo da anni, ha a disposizione un gruppo giovane e motivato, ma soprattutto ricco di talento. Cosa importante, che potrebbe essere anche un vantaggio contro le squadre più blasonate, la Dea non ha impegni europei, potendosi concentrare pienamente sulle gare di campionato.
L’altra squadra che a sorpresa continua a vincere e a macinare punti è la Lazio di Simone Inzaghi. Una squadra dai numeri fantastici e che si dimostra non solo legata ai gol e al talento di Immobile e Keita, ma che con Wallace trova il tredicesimo giocatore diverso che va in gol in stagione, e siamo solo alla tredicesima giornata. I biancocelesti ad oggi hanno perso solo contro Juventus e Milan e se non fosse per qualche pareggio di troppo forse potrebbero essere anche più in alto. Anche qui c’è un gruppo giovane e di talento, che può permettersi una gestione tranquilla priva di eccessivi impegni. Grandi meriti vanno ad un tecnico che probabilmente ha vissuto la “assunzione” in una squadra di Serie A più strana della storia. Il giovane allenatore non solo non ha fatto una piega nell’essere una palese riserva e ultima spiaggia, ma si è messo a lavoro e preso la scena, se continua così il suo futuro in panchina potrebbe essere roseo.

Ad approfittare della caduta della Roma non c’è il Milan di Montella, che pareggia nel il derby e non torna secondo da solo. Il diavolo non gioca benissimo, soprattutto nel primo tempo, ma è cinico ed approfittando delle incertezze dell’Inter sotto porta. I rossoneri restano così in lotta a pari merito con la Roma e non distanziano il gruppo. L’Inter nonostante il cambio in panchina non cambia marcia  e sprofonda sempre più a distanza dalle prime. I nerazzurri ora si trovano a sette punti dall’Europa e a undici dalla terz’ultima, sospesi in un vero e proprio limbo e con un derby agguantato solo in extremis.

Inseguono a pochissima distanza anche il bel Torino di Mihjalovic e la Fiorentina di Sousa. I granata hanno avuto la bravura di ritrovare Ljajic, un talento che sembrava sempre più in calo e inespresso, e l’aver puntato su Belotti. Per il gallo sono 10 le reti in campionato ed i suoi numeri, con la giusta dose di scetticismo, sembrano ricordare quella di grandi bomber nostrani del passato. Senza voler troppo facilmente esagerare il numero nove granata ricorda sempre più da vicino gente come Vieri e Toni, attaccanti di cui non solo il Torino ma anche il calcio italiano sente una grande mancanza. Alle sue reti e alle giocate dei talentuosi compagni si affidano le speranza d’Europa del Toro. La Fiorentina si sta sempre più ritrovando, aggrappandosi a turno al talento dei suoi grandi. Se non segna Kalinic ci pensano Bernardeschi e Ilicic. Ora i viola sono a cinque punti dalla zona Europa League, ma con una gara in meno.

Nelle retrovie oltre al crollo quasi costante di Crotone, Pescara e Palermo – appena diciotto punti in tre che non basterebbero per essere in zona europa – si registra il crollo dell’ex rivelazione Sassuolo. I neroverdi accusano i colpi di una stagione logorante perché iniziata presto e ricca di impegni e la lunga assenza della stella Berardi. Ad oggi sono quint’ultimi e a sei punti di distanza.

 


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