Trump nuovo presidente, mercati sull’ottovolante

New York, 21 novembre 2016 – l’America con Donald Trump presidente. Ai molti che speravano nella vittoria di Hilary, questo non è stato di sicuro un dolce risveglio. Dal 20 gennaio al miliardario newyorkese verrà consegnata la chiave dello Studio ovale e con essa, attaccata allo stesso portachiavi, quella per comandare la nazione più grande ed influente del Mondo.
Ma chi è veramente il candidato Repubblicano e come i maggiori listini azionari e obbligazionari reagiranno a questa elezione sono due domande che si intrecciano alla perfezione.
Trump nato nel giugno 1946 è conosciuto in tutto il Mondo per essere uno degli uomini più ricchi della Terra, il suo patrimonio totale si aggira, secondo Forbes, intorno ai 9,7 miliardi di Dollari. Famoso personaggio pubblico, è stato più volte presente in programmi televisivi- fattore che ha contribuito ancora di più ad allargare il suo pubblico- avendo addirittura uno show proprio, The apprentice. Ha guadagnato molti dei suoi soldi grazie alla azienda fondata dal padre, ma portata avanti brillantemente da lui che si occupa di investimenti immobiliari. E da bravo imprenditore, le promesse fatte durante la spietata campagna elettorale di certo non andranno a danneggiare il suo patrimonio.
Gli impegni presi in campagna elettorale sono molto diverse tra loro, per coinvolgere il più vasto pubblico possibile, ed hanno portato a risultati differenti in chiave macroeconomica: negativi ad esempio in Messico ma positivi invece nella Russia di Vladimir Putin. Ma proprio questi impegni ci aiutano a comprendere con un certo anticipo i comportamenti dei mercati azionari e delle valute.
Immigrazione
Hanno fatto scalpore le promesse sul tema immigrazione, il muro col Messico e la deportazione dei 3 milioni di immigrati, campeggiavano tutti giorni sulle prime pagine dei giornali. A quanto pare il nuovo MrPresident intende dar seguito alla parola data. Dall’annuncio della vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti, la moneta messicana, il peso, ha vissuto una delle settimane più difficili dal 2008, l’anno della bolla immobiliare americana. Lunedì scorso per comprare un dollaro servivano 19 pesos, oggi più di 21. Un calo pari al 9% del valore della moneta. L’aspetto della valuta è soltanto una conseguenza della tassazione che Trump intende attuare nei confronti delle Industrie americane delocalizzate in Messico, aumentandola del 20%. Questa decisione si traduce in un crollo delle azioni per le aziende USA che dal loro vicino avevano costruito molte fabbriche per risparmiare sulla manodopera- dalle industrie automobilistiche a quelle dei grandi elettrodomestici-.
Clima
Il Tycoon si è detto da subito a favore delle materie prime come gas e carbone, scagliandosi contro le rinnovabili minacciando più volte la chiusura dell’ EPA- l’Agenzia americana per la Protezione dell’Ambiente-. Ha anche promesso di tagliare tutte le spese per lo sviluppo di energia pulita e le centinaia di milioni di dollari inviate come aiuto ai paesi più a rischio a causa dei cambiamenti climatici. Questo si traduce nel crollo già avvenuto e che continuerà a persistere sui maggiori listini di energie rinnovabili. D’altro canto non c’è da stupirsi se le azioni del comparto minerario e gas-petrolifero hanno reagito con euforia alla notizia della vittoria di Trump con un balzo dell’8,99% per l’indice S&P500 Coal&ConsumableFuels. Le azioni della Peabody Energy Corporation, produttore di carbone che nei mesi scorsi ha dichiarato bancarotta, il giorno dopo il voto hanno guadagnato quasi il 50 per cento. E l’euforia ha contagiato anche i colossi minerari quotati a Londra come Glencore, BHP Billiton e Rio Tinto.
Armi
L’insediamento alla casa bianca del nuovo presidente è stata una enorme vittoria anche per la National RifleAssociation (NRA), la lobby statunitense che difende i possessori di armi da fuoco, che lo ha sostenuto da subito nella corsa alla presidenza. Trump ha parlato di liberalizzazione delle armi, di eliminazione delle restrizioni e dei controlli preventivi, i cosiddetti “background check”, che sono effettuati per gli acquisti di armi nei negozi. Dimenticando che ogni anno più di 30mila americani vengono uccisi da un’arma da fuoco. In termini economici le azioni delle più famose case di produzione di armi come Smith &Wesson e Sturm Ruger hanno perso circa l’8% in controtendenza con le previsioni iniziali e questo si spiega con la delusione degli investitori per la mancata vittoria di Hillary Clinton-la quale ha da sempre voluto una regolamentazione più pesante e meno permissiva su questo argomento- che avrebbe provocato una corsa all’acquisto delle armi in modo da evitare controlli maggiori. Nel medio-lungo periodo però le compagnie specializzate nel settore sono in una botte di ferro, quindi potrebbe trattarsi di un investimento sicuro.
Economia immobiliare ed infrastrutture
Uno degli elementi essenziali del programma di Trump, il rilancio dell’economia attraverso grandi investimenti nelle infrastrutture del paese è anche uno dei pochi punti in comune con la sua avversaria. Cercherà in tal senso di migliorare lo stato delle infrastrutture americane e quindi di favorire le lobby del cemento e dei metalli, i primi segnali ci sono già. Il future sul rame è balzato ai massimi degli ultimi 17 mesi,Il motivo è che il programma economico di Trump fa perno sulla spesa pubblica, per rivitalizzare crescita ed occupazione, e chiama in causa gli investimenti in infrastrutture. Niente di meglio per rivitalizzare il metallo che viene usato molto nel settore delle costruzioni. Sembra che quindi il mercato immobiliare dopo il brutto colpo dovuto alla crisi sui mutui subprime sia destinato a rialzarsi.
Resta da capire cosa intende fare davvero il nuovo presidente dopo essersi insediato.La sua politica economica potrebbe portare i suoi frutti molto velocemente se non fosse che è difficile comprendere se lui sarà in grado di calmarsi e abbandonare le sparate elettorali adottando un atteggiamento saggio da presidente. Nel frattempo i mercati internazionali rimangono nervosi e cauti, proprio come la maggior parte dei cittadini. Aspettando con ansia che si riveli il vero nuovo presidente degli Stati Uniti.


Stampa in PDF


I commenti sono chiusi.