Accadde Oggi: l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy

Il 22 novembre 1963 il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy fu assassinato mentre percorreva a bordo della limousine presidenziale la Dealey Plaza nel distretto West End di Dallas, in Texas. Il Presidente viaggiava con la moglie Jacqueline, il governatore del Texas John Connally – rimasto gravemente ferito – e la moglie di quest’ultimo.
Secondo le ricostruzioni della commissione d’inchiesta Warren, istituita dal nuovo Presidente Lyndon Johnson subito dopo l’omicidio, la morte del Presidente sarebbe stata dovuta al gesto di un folle emarginato, un signore di nome Lee Harvey Oswald, ex marine di 25 anni. Oswald avrebbe sparato tre colpi di fucile da una finestra del Texas Book Depository di Dealey Plaza, dove aveva trovato lavoro poche settimane prima. L’assassino si sarebbe dato poi ad una fuga precipitosa, uccidendo un agente di polizia e rifugiandosi infine in un cinema dove fu arrestato. Due giorni dopo, lo stesso Oswald avrebbe trovato la morte nei locali della polizia di Dallas, per mano di Jack Ruby, gestore di locali a luci rosse e malavitoso, che dichiarò di aver agito dopo aver visto le lacrime della signora Kennedy in televisione.
Oltre cinquant’anni dopo l’omicidio molti dubbi permangono, primo fra tutti la possibilità che Oswald abbia agito su mandato e non sia stato l’unico a sparare. Le teorie complottiste, iniziate già poche ore dopo l’attentato quando Robert Kennedy, ministro della giustizia e fratello del Presidente, viene contattato dal capo dell’FBI Hoover, si sono alimentate negli anni con la pubblicazione di opere di carattere storico, documentari e film, come il celebre JFK di Oliver Stone del 1991.
Si sostiene l’ipotesi che Oswald non abbia agito da solo e che Kennedy sia stato vittima di un complotto. Pare che Oswald potesse essere in contatto con il grande nemico degli Stati Uniti durante la Guerra fredda, la Russia comunista, e che volesse eliminare il presidente che aveva tentato di uccidere Fidel Castro e che aveva umiliato l’Unione Sovietica durante la crisi missilistica di Cuba del 1962. Kennedy, inoltre, era appena divenuto Presidente quando fu lanciata l’operazione nota come “Invasione della baia dei porci” del 1961, con la quale mercenari ed esuli cubani addestrati dalla CIA tentarono di invadere Cuba e rovesciare il regime di Castro.
Per di più la CIA aveva seguito Oswald in un inquietante viaggio di fine settembre 1963 a Città del Messico, dove venne più volte inquadrato mentre usciva dalle ambasciate di Cuba ed Unione Sovietica, poche settimane prima dell’attentato. E’ possibile che nessuno degli addetti alla sicurezza di Kennedy fosse a conoscenza del fatto che Oswald lavorava proprio in uno degli edifici che sovrastano la piazza del corteo presidenziale? L’ipotesi oggi più accreditata è quella secondo cui l’ex marine sia stato un comodo capro espiatorio per tutta la vicenda. La commissione Warren e la famiglia Kennedy optarono, infatti, per il segreto di stato per i documenti riguardanti l’omicidio, cosa che ha rafforzato le ipotesi degli scettici sull’argomento: già all’indomani dell’avvenimento oltre metà degli americani credeva che Kennedy fosse stato vittima di una cospirazione, mentre alla fine degli anni Settanta 8 americani su 10 sposavano tale l’ipotesi. Oltre il 90% dei documenti è stato poi reso pubblico negli anni, mentre i restanti dovrebbero essere resi pubblici nel 2017, a meno che il Presidente in carica non decida diversamente, lasciando ancora nell’ombra le vere dinamiche di uno degli avvenimenti più noti e discussi degli ultimi decenni.


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