Napoli- Dinamo Kiev: 0-0. Un Brutto Napoli mette in pericolo la qualificazione.

Con la notizia del pareggio tra Besiktas e Benfica che complica tutta la questione qualificazione, il Napoli deve cercare di fare il meglio,( e per MEGLIO si intende VINCERE) per evitare problematiche e complicazioni nei match a seguire e far sfumare un sogno qualificazione per negligenza e superficialità. Con un turnover modesto e il solito tridente leggero, Sarri nserisce, quelli che per lui sono i migliori per l’impresa.

UNA “NO” PARTITA: Dirompente l’inizio del Napoli, che subito ha una buona, ma sprecata, occasione con Mertens. Gli azzurri pressano e sono mordaci nell’attaccare, ma a parte un pò di cardiopalma e di adrenalina, nessuna emozione per il pubblico partenopeo. Dopo il primo quarto d’ora, il gioco sembra più disteso e dai ritmi più lenti, con un Napoli ingabbiato tra la difesa e il centrocampo che non riesce a superare la propria metà campo. E quando lo fa, con una cavalcata di Insigne, l’attaccante nostrano incespica in una zolla di terra e capitola in maniera maldestra. La partita si riaccende con Hamsik che al 24′ prova il suo classico tiro dalla distanza, ma è troppo centrale e troppo facile per il portiere parare. Ma è timida la reazione del Napoli, che si conferma inconcludente e prevedibile.

Migliore il secondo tempo. Sembra più convinto e volenteroso, ma gli errori nelle azioni di rifinitura sono così gravi che la porta sembra sempre più lontana. Se poi il tridente d’attacco in maniera egoistica comincia a cercare conclusioni personali e non l’armonizzazione di gruppo, si assistono a scene in cui Insigne preferisce un tiro prevedibile dai trenta metri invece di aprire per Callejon, liberissimo e in posizione migliore per tiro. Perfetto invece Hamsik, che ha una bellissima occasione da posizione più defilata, la sua preferita, ma il portiere ci mette ancora i guantoni. Sarri tenta la carta Gabbiadini che ha un paio d’occasioni, entrambe fuori dai pali per un perverso gioco della sfortuna che ancora soffoca il giovane attaccante. Pauroso pasticcio all’83 con Reina che si lascia scivolare da dilettante il pallone dalla presa, scatenando gli attaccanti avversari, che per fortuna fanno solo clamore.

UN “NO” NAPOLI: Il Napoli non è entrato in campo convinto. Neanche la notizia del pareggio delle due dirette rivali di girone ha spronato un Napoli mediocre e monotono in 93 minuti altrettanto noiosi e snervanti a causa di un gioco spento, disordinato e prevedibile. Sono state in percentuale troppo bassa, le belle costruzione azzurre seguite da azioni interessanti, per salvare una partita giocata da dilettanti. Una prestazione opaca e anonima per gli uomini di Sarri, che hanno dimostrato lacune vergognose nel recupero dei palloni e un possesso palla, alto, ma a dir poco inutile per la penuria di geometrie interessanti. Insomma qualificazione rimandata agli ottavi contro il Benfica. Ma la vera speranza è quella di vedere un Napoli migliore nelle gambe e nella testa e non di certo la squadra di stasera, grigia e affaticato.


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