Elisabetta II: una vita da favola

Dall’entrata in carica nel 1952 ai festeggiamenti per il novantesimo compleanno: la storia del regno più lungo della monarchia britannica.

È quasi impossibile pensare di mantenere una carica di così grande importanza simbolica come quella di regina del Regno Unito per oltre 64 anni, così come Elisabetta II ha fatto sin dal 6 febbraio 1952, quando ricevette la notizia della morte di suo padre mentre si trovava in una zona remota del Kenya per un lungo tour dei paesi del Commonwealth. La tranquilla vita della famiglia di Elisabetta era stata già sconvolta nel dicembre 1936, quando suo zio – salito al trono come Edoardo VIII – abdicò, portando il padre della futura regina al potere come Giorgio VI. Elisabetta, nata terza in linea di successione al trono di suo nonno Giorgio V, si trovò così ad essere prima giovane erede al trono di suo padre, divenendo di grande interesse per la stampa nazionale.[ihc-hide-content ihc_mb_type=”show” ihc_mb_who=”1,2,3″ ihc_mb_template=”1″ ]

Nata nel distretto di Mayfair a Londra e battezzata nella cappella privata di Buckingham Palace, Elizabeth Alexandra Mary ereditò il nome di sua madre, della sua bisnonna paterna – regina di Danimarca – e di sua nonna. Con la sorella minore Margaret fu educata in casa, imparando la storia e le lingue moderne, in particolare il francese. A ciò Elisabetta avrebbe aggiunto diritto, religione e storia delle costituzioni una volta divenuta erede presuntivo. Quando in seguito allo scoppio della guerra, nel 1939, alcuni suggerirono che le principesse Elisabetta e Margaret si recassero in Nord America o Canada, la madre, regina Elisabetta, rifiutò con la celebre dichiarazione: «le bambine non se ne andranno senza di me, io non lascerò il re e il re non partirà mai». La futura regina madre fu particolarmente benvoluta dal suo popolo negli anni a venire per il ruolo forte e coraggioso tenuto durante i bombardamenti tedeschi, quando decise di rimanere a Londra nonostante il pericolo bellico, dando l’esempio al suo popolo. Le principesse, invece, avrebbero trascorso alcuni anni nella favolosa residenza di Windsor, castello la cui costruzione risale all’ XI secolo, dopo la conquista normanna di Guglielmo il Conquistatore. Ancora oggi, il castello di Windsor è la dimora prediletta della regina per i fine settimana ed i periodi festivi. Gli anni della guerra furono un periodo di austerità e disagi, anche per la famiglia reale. Nel 1940, a soli quattordici anni, Elisabetta fece il suo primo annuncio radiofonico, indirizzandolo ai bambini che era stati evacuati e nel 1945, non ancora ventenne, ottenne di partecipare personalmente agli sforzi comportati dalla guerra: si unì al Servizio Ausiliario Territoriale come autista, ricevendo a Londra un addestramento come meccanico e conducente di veicoli militari.

Dopo la notizia di quel 6 febbraio, in Kenya, la principessa sarebbe salita su un aereo che la riportava in patria da regina. Ad attenderla all’aeroporto il primo ministro Winston Churchill ed alcuni ufficiali, che la scortarono a Clarence House – la dimora scelta da Elisabetta nel 1947, al tempo del matrimonio con Filippo – dove lo stendardo reale fu esposto per la prima volta durante il suo regno. Il matrimonio era avvenuto il 20 novembre 1947, in un’atmosfera di grande semplicità considerata la recente uscita dal periodo bellico, ben lungi dai fasti e dalla solennità della cerimonia di incoronazione, avvenuta quasi un anno e mezzo dopo la sua salita al trono. Il 2 giugno del 1953 Elisabetta II fu incoronata regina di Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda, Sudafrica, Pakistan e Ceylon, assumendo anche il ruolo di guida del Commonwealth. Per il giorno dell’incoronazione furono necessari 16 mesi di preparazione con un costo stimato in 4 milioni di dollari. A capo della Commissione per l’Incoronazione fu posto il marito della regina, il Principe Filippo, duca di Edimburgo. La cerimonia non fu modificata in seguito alla morte della regina Mary, la nonna di Elisabetta, che nel suo testamento aveva specificamente richiesto che la sua dipartita non ritardasse l’incoronazione della regina. La cerimonia fu la prima del suo genere ad essere ripresa dalla televisione: nonostante le accese discussioni all’interno del Gabinetto Britannico sull’opportunità delle riprese e il primo ministro Winston Churchill fortemente contrario alle stesse, il successo fu enorme: cento milioni di persone assistettero all’evento, il più grande evento televisivo del novecento. Tre milioni di persone erano presenti sulla strada che collega Buckingham Palace e Westminster Abbey, e molti avevano atteso tutta la notte in strada per assicurarsi un posto da cui assistere al passaggio della regina; i giornalisti presenti commentarono la cerimonia in 39 lingue diverse.

Elisabetta, che aveva già preso parte a due prove generali nell’Abbazia, lasciò il palazzo a bordo della Gold State Coach – la carrozza dorata utilizzata per le incoronazioni dei monarchi e trainata da otto cavalli – indossando un mantello di seta lungo 5 metri e mezzo, aiutata da sette damigelle d’onore. Il suo abito bianco di seta era stato ricamato con gli stemmi floreali rappresentativi delle varie nazioni del Commonwealth, dalla rosa Tudor d’Inghilterra all’acero canadese all’acacia australiana. La corona imperiale di stato, utilizzata esclusivamente per le incoronazioni e per il discorso di apertura annuale del parlamento inglese, è decorata con 2868 diamanti, 273 perle, zaffiri, smeraldi, rubini e alcune gemme leggendarie, tra cui lo Zaffiro di Sant’Edoardo, appartenuto ad Edoardo il Confessore e risalente al 1000 dopo Cristo. La regina Elisabetta, come molti suoi predecessori, aveva indossato la corona nei suoi appartamenti nei giorni precedenti l’incoronazione per abituarsi al suo peso notevole di circa 1 kg. In questa occasione, il duca di Edimburgo, Filippo, fu il primo ad inchinarsi alla regina – subito dopo l’arcivescovo e il vescovo di Canterbury – seduta sulla King Edward’s chair, il trono commissionato da Edoardo I nel 1296. Elisabetta ricevette l’unzione nascosta dalle telecamere tramite un baldacchino di seta e fu investita poi di vari gioielli, dello scettro e del globo della corona, le insegne della monarchia inglese.

Da quel giorno Elisabetta ha regnato con continuità e in assoluta assenza di scandali o clamore legati alla sua persona. È la sovrana che ha viaggiato di più in tutti i tempi, prima di papa Giovanni Paolo II; il suo viaggio con Filippo intorno al mondo durò sei mesi a cavallo tra 1953 e 1954, designandola come unico sovrano ad aver circumnavigato il mondo e visitato Isole Figi, Nuova Zelanda e Australia. Tra le grandi celebrazioni del suo regno quelle per il giubileo d’argento del 1977 che sanciva i 25 anni dall’incoronazione: la regina partì per un tour su larga scala, affermando di voler visitare quante più persone possibili del suo regno. Nessun sovrano prima di lei aveva visitato la Gran Bretagna così a fondo: il viaggio cominciò a Glasgow, il 17 maggio, dove si radunò la folla più grande che la città avesse mai visto; continuò attraverso l’Inghilterra coprendo 36 contee – in Lancashire oltre un milione di persone si radunarono in un solo giorno – Galles e Irlanda del Nord. Visite ufficiali furono compiute nelle isole Samoa, Australia, Nuova Zelanda, Tonga, Tasmania, Fiji, Canada, Papua Nuova Guinea e nelle Indie Occidentali. Il culmine delle celebrazioni avvenne la sera del 6 giugno, quando Elisabetta accese una lanterna al castello di Windsor, la prima di decine accese in tutto il paese. Il giorno seguente tenne un discorso al Guildhall, nella city di Londra: «Quando avevo ventun anni ho posto la mia vita al servizio di questo popolo e sebbene questo voto sia stato fatto nei miei anni giovanili quando il mio giudizio era ancora acerbo, non rimpiango né ritiro una parola di quel giuramento». La processione di carrozze che la riportava a palazzo sarebbe stata vista da 500 milioni di persone tramite televisione. Simili fasti furono ripetuti per il Giubileo d’Oro nel 2002, per i cinquant’anni di servizio della regina. Concerti di musica classica e pop furono tenuti a Buckingham Palace insieme a due diverse cerimonie al castello di Windsor e nella cattedrale di Saint Paul. Più di duemila lanterne furono accese in tutto il Commonwealth in onore della regina.

Elisabetta, inoltre, avrebbe avuto il privilegio di festeggiare anche il Giubileo di Diamante, i 60 anni di regno, nel 2012: prima di lei solo la regina Vittoria nel 1897. Eventi e celebrazioni attraversarono il paese, tra cui il Concerto del Giubileo di Diamante di fronte a Buckingham Palace, con 10.000 biglietti gratuiti sorteggiati tra oltre un milione e duecentomila richieste di partecipazione. Nel giugno 2016, ancora, hanno avuto inizio i festeggiamenti per il novantesimo compleanno della regina, tradizionalmente celebrato in estate, sebbene il giorno di nascita di Elisabetta sia il 21 aprile. Tra gli eventi previsti, una solenne messa nella cattedrale di Saint Paul e la tradizionale parata militare con 1600 soldati e 300 cavalli, in una Londra in festa e completamente addobbata per l’evento.

Ad oggi oltre 125 milioni di persone nel mondo sono suoi sudditi, il suo regno ha visto 13 primi ministri a partire da Winston Churchill, che si narra sia stato il suo favorito in assoluto. Elisabetta ha sempre considerato il suo ruolo alla guida del paese con la massima serietà ed impegno, lo ha mantenuto per oltre 64 anni e – secondo le fonti a lei più vicine – intende regnare fino alla fine dei suoi giorni, contrariamente alle voci infondate riemerse negli ultimi tempi relative ad una sua possibile abdicazione.[/ihc-hide-content]


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