Strumenti musicali, strumenti di sopravvivenza!

Imparare a suonare uno strumento? Alla mia età?! Ma è impossibile, tra lavoro, famiglia, sport e poi non diventerò mai bravo, bisogna iniziare da bambini, adesso è tardi… Il tempo non salterà mai fuori se non stabiliamo delle priorità: vengono prima il lavoro e la famiglia, certo, e poi? Poi il nostro turno quando viene? Sembra assurdo affermarlo ma, come per i doveri, dobbiamo imporci di dedicare il tempo a quello che ci piace: dobbiamo avere il coraggio, il sano egoismo, di lasciare tutto e pensare soltanto a noi. Inoltre, chi l’ha detto che non si può imparare a suonare uno strumento da adulti? Forse diventare dei professionisti ad alto livello sarà molto impegnativo, ma se vogliamo farlo soltanto per noi stessi, perché la musica ci affascina, per suonare in un gruppo, allietare una festa, o suonare quando più ci va, chi ce lo impedisce?[ihc-hide-content ihc_mb_type=”show” ihc_mb_who=”1,2,3″ ihc_mb_template=”1″ ] Probabilmente ci stiamo abituando ad inquadrare sempre le nostre scelte in una prospettiva di guadagno, di rendimento immediato, e quindi evitiamo di fare qualcosa che faccia “perdere tempo”, e che magari non potremo “spendere” un giorno. Quindi, rinunciamo? Ma perché, invece, non usciamo da questi schemi? Perché non andare alla ricerca della passione che più delle altre possa coinvolgerci: c’è il rischio di non trovarla subito, di dover perdere tempo a sperimentare…e allora? Forse un giorno, quando verrà il momento, dovremmo presentare un conto di quanto tempo abbiamo risparmiato? Non è nostro diritto cercare qualcosa di nostro, che ci faccia vivere meglio? Se pensiamo di essere padroni del nostro tempo, allora avremo davanti a noi una quantità di tempo infinita. Dobbiamo solo provarci. E allora, cominciamo.

La prima cosa da fare, quando si inizia a suonare, è allontanare ogni pensiero e preoccupazione, rilassarsi e concentrarsi: noi e lo strumento.   Quindi, bisogna assumere la posizione giusta, poi distendere i nervi e mantenere questo rilassamento per tutta la durata dell’esercizio: per riuscirci bisogna assumere il controllo di sé, anche se all’inizio sembra impossibile. Sei pronto? Allora iniziamo con la lettura del brano e a suonare lentamente. C’è un passaggio difficile? Inizia da una velocità in cui ti senti sicuro e poi vai avanti, insisti fino a quando non raggiungi l’obiettivo. Quanto importa ora di quanto impiegherai prima di raggiungere il risultato? Pensa solo a dare del tuo meglio, nessuno può importi delle scadenze, tanto meno puoi imporle a te stesso. Quando esegui tutto il brano, ma senza temere quel punto problematico: concentrati su ogni singola battuta, supererai quel passaggio senza neanche accorgertene. Adesso devi iniziare a prendere confidenza con lo strumento, superare il primo impatto, capire come approcciarti. Goditi questo momento, come fosse l’alba! Il filosofo Seneca sosteneva che il tempo non va considerato in lunghezza, ma in “larghezza”: se vuoi riuscire, devi ogni giorno trovare una finestra di tempo per allenarti, perché la costanza è fondamentale. Per apprendere la tecnica, riuscire a far fare al corpo esattamente quel che la mente vuole, devi vivere lo strumento: più tempo gli dedichi e migliore sarà il rendimento.  Non puoi pretendere di fare improvvisi salti in avanti, e non farti ingannare: se non sei stato costante nell’allenamento è molto probabile che cadrai sul più bello, proprio dove pensavi di essere sicuro. Poi, dopo aver risolto tutti i passi difficili del pezzo, dopo aver eseguito correttamente la lettura, viene il momento dell’interpretazione: qui, soprattutto sui pezzi classici, non puoi sbizzarrirti come vuoi, perché ogni brano ha una sua personalità definita, quindi bisogna seguire l’andamento del brano e le indicazioni espressive. Quindi saremo sempre degli eterni esecutori?  No, perché nessun esecutore sarà uguale all’altro: è sempre possibile esprimere la propria personalità nelle sfumature del brano, nel tocco, nei respiri, nelle pieghe del ritmo. Prima o poi arriverà il momento di esibirti per la prima volta: che sia di fronte ad un amico o una platea poco importa, l’ansia da prestazione può essere altissima. Allora, quale atteggiamento adottare? “Io sono così, farò del mio meglio, ma voi dovete accettarmi come sono.” E’ fondamentale essere se stessi quando si suona: nel senso che bisogna sentirsi se stessi, esprimersi con la massima sincerità senza voler strafare, senza cercare modi artificiosi, ma essere naturali. Infatti, suonare porta anche a riscoprire se stessi, le proprie sfumature, i propri spigoli. Si impara a guardarsi dentro, ad ascoltarsi, a comprendere i propri limiti e a vedere le proprie risorse, per poi, infine, accettarsi. Si diventa critici con se stessi, ma in modo costruttivo, propositivo. Inoltre, suonare fa acquisire un controllo di se stessi, un’autodisciplina, che consiste soprattutto nel fissare l’obiettivo che si vuole raggiungere e concentrarsi su di esso. Inoltre, si impara a mantenere la calma e la lucidità in ogni situazione. Suonare, infatti, non solo aiuta a scaricare gli stress, ma ci tempra di fronte ad essi, perché abitua a pensare che con impegno e positività si può affrontare qualsiasi problema. Inoltre, accresce la fiducia in se stessi, accresce un senso di sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità: aiuta a trovare soluzioni originali ai problemi con la propria intelligenza e creatività. Oltretutto, suonare sviluppa una sensibilità a tutto tondo che prima non c’era: si impara a comprendere le proprie emozioni, a gestirle ed esprimerle in maniera costruttiva, migliorando la comunicazione e la convivenza con gli altri. Inoltre si diventa più ricettivi verso l’ambiente esterno, si riescono a capire meglio le persone, i loro pensieri, i loro gesti. D’altronde, se si riesce ad ascoltare se stessi, risulterà più semplice anche entrare in sintonia con gli altri. E inoltre, da non sottovalutare, suonare diverte! Se si è studiato a fondo un brano, diventa una parte di sé, e quando lo si esegue si allenta il controllo della ragione, si libera l’espressione e si prova una sensazione unica di pienezza e slancio vitale. Ci si sente i padroni del mondo. Creare qualcosa con la sintonia di corpo e mente dona una libertà come poche altre cose fanno. Avete provato a suonare la mattina presto? Proprio prima di andare al lavoro o a scuola, prima di imbattersi nel ritmo della giornata? Si viaggia in una dimensione sospesa, fuori dal tempo e dallo spazio: la giornata inizierà in maniera dolcissima, come sotto l’effetto di una magia.  Magari si dormirà un’ora in meno, ma ci possiamo provare. Proviamoci! Che importa? E allora, cominciamo.[/ihc-hide-content]

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