“La storia blues è fatta di testi violenti”-Intervista alla band Simple Mood

Dalla comune passione per Eric Clapton, Otis Redding e Jimi Hendrix, tra il 2016 ed il 2017 la nascita di un originalissimo sodalizio partenpeo nella giovane band di Marigliano (Na), “Simple Mood”voce e testi di Raffaele Cerella, chitarre e composizioni musicali di Luigi Merone. Felice connubio artistico, con alle spalle una florida stagione creativa presso l’NMG Studio di Palestrina (Rm), dove nasce il loro primo album, Musica Nera, pubblicato lo scorso 7 maggio 2017.

  • Simple Mood sta per “approccio semplice” dall’esigenza di voler restituire all’ascoltatore un rapporto di immediatezza e di trasparenza rispetto alla musica, evidentemente perduto. Quando e in che modo secondo la Band è avvenuta tale perdita della spontaneità musicale e il sopravvento di suoni ricchi di artifizi?

Il problema è da porsi su molteplici versanti: c’è sia una “mentalità” fatta di artifizi (creare canzoni per il solo scopo di ottenere ritorno economico) che una “costruzione del suono” plasmata secondo macchine ed espedienti fonici che a tutti gli effetti allontanano molto l’artista dal prodotto finale. Crediamo che fondamentalmente negli ultimi tre decenni stia avvenendo una forte mistificazione del suono, prima sotto forma di sperimentazione e col passare del tempo come deriva, come escamotage per fare arte mediocre…e siamo intenzionati a proporre qualcosa che sia diretto, senza troppi fronzoli e barocchismi.

 

  • “MUSICA NERA” (dal cosiddetto “race music” ormai superato) è un titolo molto significativo, indicativo di un vero e proprio universo musicale, quale quello R’n’B, che sta per Rhythm and blues. Un genere musicale ben preciso, a metà strada tra blues e Rock and roll, che affonda le sue radici nella musica popolare degli schiavi afroamericani nelle piantagioni degli Stati meridionali degli Stati Uniti d’America. Come mai la scelta di trattare un genere tipicamente statunitense, tuttavia in lingua italiana?

Quel genere ci piace da impazzire! È sia un retaggio della nostra formazione musicale, sia un ascolto che approfondiamo con piacere. Quindi, abbiamo provato a metterci del nostro, a dare espressione ai nostri testi veicolandoli attraverso un sistema musicale poco utilizzato in Italia.
Trovare il giusto equilibrio non è facile, ma stiamo lavorando giorno dopo giorno per migliorare sempre di più.

 

  • La copertina dell’album è un omaggio alla pop art, attraverso il precursore Mimmo Rotella. Il risultato è una geniale commistione di generi: blues, rock, pop, ma dov’è che pop art e R’n’B si incontrano?

 

Si incontrano nel punto di maggior apertura: l’avvicinamento delle grandi masse. Il rhytm’n’blues e la pop art hanno questa forte caratteristica di coinvolgere una fetta di pubblico molto ampia, e di essere a loro modo generazionali sul piano sociale. Quindi la commistione avviene nelle orecchie e davanti agli occhi degli utenti, degli ascoltatori.

 

  • Ascoltando la traccia “Musica nera” mi ha colpito molto un concetto sul quale si ritorna spesso: “musica nera, musica vera, musica viva: nero colore di chi non tremava, vendetta che riposa nella tomba, pianto di tarda sera” a cosa si riferiscono questi versi? C’è, forse, qualche rimando proprio alla vicenda coloniale degli schiavi afroamericani?

Ha centrato il punto, Musica Nera è il nostro manifesto artistico, ed è un tributo a chi ha sofferto, a chi è stato con la coercizione strappato dal suo territorio natìo per popolare una terra non sua.
Ad un popolo che ha portato la sofferenza e la cultura nel cuore, e che ancora al giorno d’oggi trova discriminazioni, che noi odiamo in qualsivoglia forma avvengano.

 

  • Altro brano molto forte e di una spaventosa attualità è “HO UCCISO LA MIA DONNA”. Si esordisce “Ho ucciso la mia donna per amoreche è già una premessa molto eloquente che richiama echi terrificanti della contemporaneità. Segue la forza espressiva di frasi che in un climax ascendente ripercorrono l’involuzione psicologica degli omicidi d’amore “è stata un’incertezza del mio cuore/ non c’era niente da spiegare/ ormai doveva morire/ in fondo è stata tutta colpa sua”. Con quali intenzioni è stato scritto questo brano e a quale pubblico è prevalentemente rivolto, maschile o femminile?

Cerchiamo di essere trasversali nelle nostre canzoni, e di far riflettere intrattenendo con la giusta leggerezza. La storia blues è fatta di testi violenti, dove si parla di omicidi e di vissuti dal durissimo impatto. Con questo testo abbiamo sperimentato un argomento tradizionalmente da cantautorato blues invitando, però, alla riflessione. Cerchiamo di dare anche questa missione alle nostre canzoni.

 

  • Gli altri brani dell’album “Musica nera”: Quando”, “La prossima emozione” e “Comodo” sono tutti molto delicati ed affrontano in modo apparentemente leggero e disimpegnato tematiche profonde, inerenti il mondo emotivo dell’essere umano, le sue fragilità, in modo molto efficace. Avete già pensato ad un prossimo album? Se sì, su cosa verterà?

“Musica Nera EP” è una sorta di esperimento, una prova che abbiamo fatto prima con noi stessi e poi col pubblico per capire quale direzione dare al progetto Simple Mood. Nei canoni attuali ci troviamo bene ed abbiamo piccoli, ma interessanti riscontri, quindi abbiamo deciso di elaborare nuovi brani seguendo il nostro stile, e prima possibile puntiamo a pubblicare qualche piccola anticipazione dei lavori che verranno.
Ci sarà un disco, questo è sicuro, ma attualmente siamo concentrati maggiormente sul presente per raccogliere quante più soddisfazioni con l’attuale album.

 Si ringraziano per la cortese disponibilità la band Simple Mood, costituita dai talentuosi Raffaele Cerella Luigi Merone e l’agenzia Impronte Sonore, finalizzata al management ed alla promozione di artisti nella musica emergente, con il Dottore Giandomenico Piccolo, critico musicale all’Ufficio Stampa.

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