Macron al Congresso USA: «Sì al multilateralismo. L’Iran non deve possedere armi nucleari»

Interrotto più volte da applausi e standing ovation, il Presidente francese critica Trump e la sua politica isolazionista, sottolinea l’importanza dell’accordo sul nucleare e la necessità di far fronte al cambiamento climatico

Dopo due giorni di sorrisi e strette di mano fra Trump e Macron, cene di Stato e scambio di regali, il Presidente francese entra al Congresso e tiene un lungo discorso in cui dimostra tutta la sua lontananza ideologica dall’omologo statunitense. L’ultimo Presidente francese a parlare al Congresso era stato De Gaulle nello stesso giorno del 1960, e come lui Macron inizia con un riferimento alla lunga intesa ed amicizia che lega le due nazioni: «Francia e Stati Uniti sono nazioni radicate nello stesso terreno, condividono gli ideali della rivoluzione americana e francese, i valori di tolleranza, libertà e eguali diritti». Dopo i necessari convenevoli iniziali, però, Macron incalza le Camere riunite con le tre questioni di maggiore importanza che lo hanno portato in USA: accordo sul nucleare con l’Iran, guerra commerciale e cambiamento climatico.

«Non abbiamo bisogno di una guerra commerciale che distrugge i posti di lavoro, alimenta l’inflazione e danneggia la classe media» afferma il Presidente francese, pur comprendendo le rivendicazioni di Trump e della cerchia di repubblicani a lui fedele. È il multilateralismo forte l’unica possibilità per prosperare che, sottolinea Macron, «non è una minaccia, ma l’unica chance di rafforzare nazioni, identità e culture», in un mondo che apre sempre più di frequente a nazionalismi e isolazionismi. Secondo punto, forse quello più urgente per il Presidente francese, quello dell’accordo nucleare con l’Iran: Trump avrà tempo fino al 12 maggio per decidere se rimanere in un accordo che ha più volte criticato e definito «il peggiore mai sottoscritto dagli Stati Uniti». L’accordo nucleare con l’Iran, sottoscritto nel 2015 dal governo Obama, gode della fiducia di Inghilterra, Francia, Germania, Cina e Russia, oltre che dell’Unione europea. Macron considera l’accordo migliorabile, a partire dalla necessità di vincolare l’Iran anche dopo il termine del 2025: «L’Iran non possiederà armi nucleari» ha scandito «né tra cinque anni, né tra dieci, né mai» scatenando uno degli applausi più fragorosi del suo discorso, ma apre a Trump sulla necessità di contenere l’influenza militare del regime iraniano in Medio Oriente.

Ultimo punto quello sul cambiamento climatico, che vede l’applauso convinto dei democratici ed il silenzio di parte del Partito repubblicano: «Non c’è un pianeta B» ha affermato Macron, sottolineando l’importanza di collaborare con gli Stati Uniti per costruire un pianeta che sia «ancora abitabile tra 25 anni, per i nostri figli». Il Presidente francese ha concluso il discorso con un tributo ai soldati americani impegnati nelle missioni in Medio Oriente: «le nostre truppe più di chiunque altro sanno quanto importante sia l’amicizia tra le nostre nazioni[…]Il nostro obiettivo è di lavorare insieme e creare un nuovo multilateralismo».


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