Conte dal Presidente della Repubblica

Sembra che la querelle per la formazione del prossimo Governo italiano sia finalmente giunta al termine. Dopo 80 giorni e tanti tavoli di contrattazione alla fine il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è deciso a convocare al Quirinale il premier designato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega. Giuseppe Conte, il nome proposto per ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio, ha vissuto le 48 ore più difficili e lunghe della sua vita. Il docente universitario originario di Volturara Apulla, in provincia di Foggia, ha subito attacchi da ogni fronte possibile e immaginabile. Si è partiti con l’accusa di aver gonfiato il proprio curriculum vitae, inserendovi collaborazioni professionali mai avvenute; si è passati poi a radiografare il suo patrimonio e via dicendo. Ovviamente in ribalzo a tale accuse si levano coloro i quali il professor Conte lo conoscono bene e cioè i suoi studenti, l’ex moglie e tutti coloro i quali vedono nella figura del giurista foggiano l’inizio imminente della nuova fase politica che interesserà l’Italia da oggi in poi. Alle 17:30 è previsto il tanto atteso incontro, dopo si dovrebbe partire ufficialmente con la formazione della squadra di governo, la quale da giorni si vede protagonista con il toto-ministri. Nomi importanti e di rilievo provenienti sia dal Movimento 5 Stelle che dalla Lega comporranno il nuovo governo a trazione penta-leghista. Ovviamente le polemiche dell’establishment non potevano esimersi dal criticare anche i nomi sussurrati per i papabili ministri. Il più chiacchierato degli ultimi due giorni, che si è conteso il ruolo di bersaglio mobile insieme a Conte per la stampa internazionale e nostrana, è quello proposto al Ministero dell’Economia, Paolo Savona, il quale sarebbe sotto i riflettori per le sue posizioni considerate troppo “antieuropeiste”. Una cosa è certa non si è mai vista una tale attenzione e un accanimento così scrupoloso sulla formazione dell’Esecutivo. Anche l’atteggiamento del Presidente della Repubblica ha fatto storcere il naso a tanti. Mattarella che fin da subito ha chiarito la sua posizione da “non mero notaio” per la formazione del Governo si è preso tutto il tempo possibile per giungere ad una decisione. I dubbi che frullano nella testa del Presidente della Repubblica forse non li conosceremo mai, ma una cosa è certa per una carica istituzionale importante come la sua non saranno stati una passeggiata questi 80 giorni appena trascorsi. Da una parte l’Europa sempre più ingerente nelle questioni interne al nostro paese che spinge affinché vengano rispettati in toto gli impegni del nostro paese all’estero, dall’altra il voto palese di una nazione stanca dei diktat di un continente sempre più lontano dalle esigenze dei cittadini e dal loro benessere. Gli Italiani implorano di essere ascoltati e lo dimostrano non solo i numeri eloquenti del 4 marzo, ma anche tutti i risultati delle tornate elettorali regionali di questi mesi che hanno riconfermato ogni volta la volontà sbandierata più di due mesi fa. Dunque, Sergio Mattarella si è trovato costretto ad accantonare le riserve sul “contratto alla tedesca” stipulato tra le due forze che comporranno la maggioranza, si è trovato a doversi otturare le orecchie dopo i rigurgiti provenienti da ogni palazzo del potere posto in al di là delle Alpi e finalmente qualche ora fa ha ufficializzato la convocazione di Giuseppe Conte al Quirinale.
Le reazioni? Di Maio ha subito dichiarato “Oggi comincia la Terza Repubblica”, ormai lo ripete da 80 giorni e ripetilo che ripetilo alla fine pare avercela fatta; Di Battista, pronto per partire per il sud America incoraggia “Il Colle non deve temere il cambiamento”; Salvini, dalla sua, si dice fiducioso sui nomi e pronto a partire con il nuovo esecutivo. L’unica voce che pare levarsi fuori dal coro in casa Europa a sostegno del governo a trazione Lega-Movimento 5 Stelle è quella del Commissario europeo per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, il quale tuona, secondo un’Ansa dell’ultim’ora: “L’esperienza che abbiamo, trattandosi dell’Italia come degli altri paesi, è che dobbiamo rispettare la legittimità e i tempi democratici”, per cui bisogna aspettare la conclusione del processo di formazione del nuovo governo e quindi “la Commissione non può e non deve pronunciarsi su annunci ma deve basarsi sull’attività legislativa” del futuro esecutivo.
Cosa accadrà da qui a qualche ora? Parafrasando una famosissima canzone “lo scopriremo solo vivendo”.


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