Di Maio sulla questione Roma glissa:”è tutto un equivoco”

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico si pronuncia sullo scandalo dello Stadio romano.

Ieri sera, durante il comizio a sostegno del candidato a Sindaco per il Movimento Cinque Stelle nel comune di Pomezia, il Vice premier, Luigi di Maio, ha speso poche parole riferendosi alla situazione ingarbugliata e davvero delicata relativa allo scandalo dello Stadio della AS Roma. In sintesi per Di Maio “è tutto un grande equivoco“. Intanto, sempre nella giornata di ieri il Sindaco di Roma, Virginia Raggi, è stata ascoltata dal GIP per fare chiarezza come persona informata dei fatti. La strategia difensiva del Movimento Cinque Stelle è quella di deviare l’attenzione su altro. Pochi giorni fa, la stessa Virginia Raggi ospite a Porta a Porta cadeva quasi nel vittimismo, cercando di raccontare la propria versione dei fatti. “Non so perché mi attaccano forse perché sono donna o perché sono del Movimento Cinque Stelle“. Forse è la prima volta che il super attenzionato Sindaco di Roma sceglie questo tipo di linea di difesa. Bisogna ammettere che quella di Roma, per la Raggi, è e resterà un’esperienza amministrativa difficile e fortemente stressante, non solo per gli impegni e le responsabilità che una città come Roma addossa ai suoi governanti, ma soprattutto per la macchina del fango scagliata quotidianamente su chi gestisce la Capitale. Così come Virginia Raggi che attira l’attenzione su ciò che si sta facendo e che si farà per Roma, così Luigi Di Maio sposta lo sguardo degli italiani su quello che vuole per il paese, passando dagli slogan della campagna elettorale ai fatti del Governo. Parla a lungo dei giovani e dei progetti che ha in cantiere per gli stessi da Ministro del Lavoro, dimostrando di essere a conoscenza dei reali problemi che affliggono le giovani generazioni. Problemi che sono maggiormente legati alla mancanza di una vera e propria occupazione e che portano le nuove generazioni a rinunciare in toto a progettare il proprio futuro. Di Maio cita anche la caduta vertiginosa delle nascite in Italia, sostenendo che sia impossibile per una giovane coppia pensare di avere dei figli quando i contratti di lavoro, nella migliore delle ipotesi, siano a breve termine e scarsamente remunerativi. Come dargli torto. Il Vice premier passa poi a parlare delle semplificazioni previste per il mondo delle piccole e medie imprese pressate in modo eccessivo dagli adempimenti burocratici, promettendo che si impegnerà ad eliminarli al più presto. Infine, Di Maio lancia una stoccata alle “malelingue” riferendosi alla sua delega alle telecomunicazioni che in passato era stata oggetto di congetture circa un eventuale accordo sottobanco tra Lega e Cinque Stelle, per lasciare la stessa alla Lega favorendo così l’alleato Berlusconi. Di Maio sottolinea, quindi, che nessun accordo c’è stato con gli attuali alleati se non corrispondente al “Contratto di Governo”.Tornando a Roma, se anche si dovesse trattare di un equivoco per il Movimento Cinque Stelle, la risoluzione di questa faccenda sarà la chiave di volta per l’amministrazione Capitolina, la quale più che mai sembra essere coinvolta, anche per sole leggerezze, in un scandalo tutto targato PD. Dunque, tra mazzette e nepotismi vari, la classe dirigente del bel Paese pare, come al solito, non smentirsi mai.

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