Politica Tolleranza zero di Trump: circa 2000 bambini separati dai genitori

Tra il 19 aprile e il 31 maggio sono stati duemila, secondo i dati riportati dai media americani, i bambini separati dai propri genitori, entrati clandestinamente negli Stati Uniti dal Messico. I migranti intercettati, varcato il confine, vengono, infatti, separati dai figli, qualsiasi età abbiano, in attesa del verdetto sulla possibilità di rimanere o lasciare gli Stati Uniti.

Questo è il risultato della politica “Zero Tolerance” portata avanti dall’amministrazione Trump, che avrebbe come obiettivo il dissuadere l’entrata illegale nel Paese. D’altronde, la lotta all’immigrazione clandestina e la costruzione del muro al confine con il Messico erano stati punti cardine della campagna elettorale per le presidenziali.

Nello scorso settembre Trump aveva abrogato il DACA, (Deferred Action for Childhood Arrival), provvedimento promosso da Barack Obama, che concedeva un permesso ai ragazzi giunti da bambini con i genitori clandestini per lavorare e studiare in America, in vigore dal 2012.

La tolleranza zero di Trump ha suscitato la condanna dell’ONU e della stessa first lady Melania, che attraverso la sua portavoce Stephanie Grisham ha esposto la sua avversione alla politica del marito: “La signora Trump odia vedere bambini separati dalle loro famiglie e spera che al Congresso repubblicani e democratici possano infine raggiungere un accordo per varare una riforma efficace dell’immigrazione“. Condanna condivisa anche da Laura Bush, moglie di George, che ha definito, in un intervento al Washington Post, la politica di Trump come crudele e immorale.

Zeid Ra’ad Al Hussein, alto commissario delle Nazioni Unite, ha affermato che “Pensare che uno Stato possa cercare di dissuadere i genitori infliggendo tali abusi sui bambini è inammissibile“.

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