Qualcuno volò sul nido del cuculo…

A guardar bene le vicende di questi ultimi giorni, tra dichiarazioni shock poi smentite, sondaggi altrettanto sconvolgenti che comunque lasciano il tempo che trovano, pare di essere catapultati nella drammatica trama del pluri-premiato capolavoro di Miloš Forman. Il Governo italiano pare un vero e proprio centro di igiene mentale, dove il Ministro degli Interni necessita di costanti e amorevoli attenzioni da parte del collega/alleato Luigi Di Maio, sull’orlo di una crisi di nervi. Matteo Salvini, sta facendo tanto discutere l’Italia e non solo in questi giorni, arrivando addirittura a parlare di censimenti per i Rom, ed è lì che pronta arriva la sua balia, il leader del Movimento Cinque Stelle, che ammonisce l’alleato ricordandogli che tali dichiarazioni violano in toto lo spirito della nostra Carta Costituzionale. I più penserebbero in un successo scaturito da questa presa di posizione del Movimento  e invece no, perché è Salvini con la sua Lega a crescere spropositatamente nei consensi. Insomma, più Salvini le spara grosse e più gli italiani urlanti lo rincorrono per festeggiarlo e osannarlo. Ormai, si è capito che i problemi del Bel Paese sono tutti catalizzati nella minaccia “straniera”,quindi, ora più che mai il Vice Presidente del Consiglio le spara a zero su chiunque sulle note di “Prima gli Italiani”, seguito a raffica dall’alleata, all’opposizione, Giorgia Meloni che sollecita i Rom a  “Nomadare” via dall’Italia. Inutile dire che nel pentolone pentastellato ci sia una tale rabbia per questa situazione, perché ormai è chiaro anche alla “base”, cioè agli attivisti, che il Movimento è agonizzante e inerme schiacciato dallo strapotere leghista. Di Maio ci prova anche a far capire ai suoi elettori che sta lavorando sodo, nonostante sia oberato da innumerevoli impegni sia istituzionali che non, ma il suo popolo ormai vuole la sua testa. Per i grillini il Movimento è morto già e la colpa è solo del suo Capo Politico. Una meteora fagocitata dal populismo estremo che invoglia alla rabbia più viscerale e al razzismo più estremo per risolvere i problemi del nostro paese. La diplomazia dimaiana ha fallito, almeno da quanto sostengono da giorni i sondaggi. Il leader penta-stellato di Pomigliano d’Arco,  vive le contrapposizioni interne al suo movimento dimostrando nonchalance, sedendosi al tavolo con le rappresentanze dei riders, evoluzione moderna dei fattorini, proclamando soluzioni per le loro situazioni lavorative più che precarie. Intanto, in Italia e in Europa non si fa altro che parlare di Matteo Salvini. Il giaguaro di Milano lo ha capito bene, la strategia vincente è “nel bene e nel male purchè se ne parli”, ed è così che ha imparato ancora di più a parlare alla pancia delle persone e chi se ne importa se lo definiscono razzista i benpensanti di tutto il mondo, gli italiani “godono” con le sue sfuriate tutte felpa e ruspe, e a lui va bene così. Addirittura, girando sul web scopriamo che una gran parte dell’elettorato grillino si è ormai spostata all’estrema destra, salendo sul Carroccio salviniano, stanca delle posizioni moderate del Movimento Cinque Stelle. Insomma, per i movimentisti nudi e crudi quello delle ultime settimane sembra essere un incubo senza fine.

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