Continua la tolleranza zero di Trump al confine col Messico: bambini strappati ai genitori

L’alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani definisce la vicenda «inammissibile». Contro il Presidente Trump anche la first lady Melania in una insolita presa di posizione

Continua la linea dura del governo Trump al confine con il Messico: testimoni oculari raccontano di bambini strappati ai genitori costretti al rimpatrio e chiusi in gabbie. Il deputato del Vermont Peter Welch ha testimoniato la vicenda su Twitter dopo aver visitato la struttura di Brownsville in Texas, al confine con il Messico, dove i minori vengono separati dai genitori. Secondo la testimonianza di giornalisti del Guardian, inoltre, la vicenda riguarderebbe circa 1500 bambini, alcuni di età inferiore ai 5 anni. Il Segretario alla sicurezza interna Nielsen, invece, risponde affermando che si tratta di una «narrazione ingannevole» e che se si cerca accoglienza per la propria famiglia non c’è necessità di passare il confine illegalmente. Contro la politica di tolleranza zero dell’amministrazione americana si sono levate diverse voci tra cui quella di Laura Bush, ex first lady repubblicana, che ha definito «crudele» la linea dura adottata da Trump. Il suo pensiero è stato subito ripreso da Hillary Clinton e Michelle Obama, che ha sottolineato come le questioni morali possano trascendere l’appartenenza ad un partito. Hillary Clinton, invece, ha lanciato nella giornata di ieri una campagna tramite Twitter volta a raccogliere fondi per dieci associazioni che cercano di aiutare i bambini alla frontiera: nel corso di 24 ore oltre un milione di dollari è stato già donato dai suoi followers.

«Voglio risolvere la separazione delle famiglie e non voglio che i bambini siano sottratti ai loro genitori ma quando persegui i genitori per il loro arrivo illegale bisogna togliere loro i figli» ha affermato il Presidente Trump incurante della quantità di polemiche sulla politica adottata. L’alto commissario delle Nazioni Unite  per i diritti umani a Ginevra, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha chiesto al governo USA di interrompere immediatamente la separazione delle famiglie alla frontiera, ma il coro di proteste contro il Presidente inizia proprio dalla Casa Bianca: la first lady Melania, infatti, ha rilasciato una insolita dichiarazione politica tramite la sua portavoce affermando di «detestare» la vista dei bambini separati dai propri genitori, e ha invitato a governare il Paese «con il cuore». Di recente, sono state escluse anche la violenza domestica e quella provocata dalle gang criminali come base per le richieste di asilo negli Stati Uniti. L’Attorney general Jeff Session ha cinicamente risposto alle critiche affermando che «se non vogliono essere separati dai loro figli non dovrebbero portarli». Le polemiche intanto non si fermano anche in seguito all’audio ottenuto dall’associazione “ProPublica” in cui sono registrate le voci disperate e i pianti dei bambini rinchiusi nella struttura texana, e sempre più repubblicani appaiono desiderosi di dissociarsi dalle posizioni del governo Trump.


Stampa in PDF


I commenti sono chiusi.