Cos’è il #METOO e gli effetti che potrebbe avere sugli Emmy Awards

Sono passati ormai otto mesi da quando le rivelazioni sulla condotta sessuale da parte del produttore cinematografico Harvey Weinstein hanno innescato un’immensa resa dei conti a livello nazionale (ed oltre), sfociando poi con la nascita del movimento in sostegno delle vittime nota con il nome #MeToo. I riverberi di questo terremoto culturale tuttavia non hanno tardato a farsi sentire. Le rivelazioni di donne e uomini che si sono fatti avanti raccontando le loro esperienze, hanno infatti attivato un incontenibile, ma necessario, effetto domino che ha portato il settore dell’audio-visivo ad interrogarsi su quali siano le risposte e i messaggi da dare. Le ultime decisioni stavolta spettano ai membri della Tv Academy che l’11 luglio inizieranno a scrutinare i primi titoli e nomi da candidare ai prossimi Emmys.
Tra di loro quest’anno non ci sarà Kevin Spacey che dopo l’accusa di molestie e aggressioni da parte di alcuni uomini, non sarà eleggibile nell’ultima stagione di House Of Cards, lo show che lo ha visto portagonista e che, dopo le accuse, lo ha licenziato. Non ci sarà neppure Aziz Ansari (accusato di comportamento sessuale aggressivo). Master of None lo show di due stagioni (ora disponibili su Netflix) da lui creato e interpretato quest’anno non è eleggibile a discapito delle vittorie ottenute negli anni passati. Infine, non sarà neanche presente il conduttore di The Circus, Marl Halperin anche lui licenziato e sostutito dopo la terza stagione dello show dopo le accuse di molestie sessuali.
La TV Academy deve invece giudicare Jeffrey Tambor, più volte candidato a miglior attore nelle serie comedy per il suo ruolo in Trasparent vincendo sia nel 2015 che nel 2016 e con una nomination nel 2017. Quest’anno Tambor non sarà nel ballottaggio per Transparent – dopo le accuse di molestie sessuali, Amazon lo ha licenziato, ma sarà giudicabile per Arrested Development, per il quale è stato nominato ben due volte. Nel reboot di Netflix il suo comportamento era apparentemente “limitato” a rimproverare i suoi colleghi – condotta che probabilmente darà all’Academy un’ altra ragione per evitare di votarlo.
L’ex vincitore Ryan Seacrest, candidato per aver presentato American Idol è stato accusato dalla sua ex-sylist di E! News di molestie sessuali. Seacrest ha sempre negato l’accusa e dopo essere stato scagionato da un’ investigazione interna ha riguadagnato il supporto dalla ABC che assieme al suo daytime Live with Kelly and Ryan ha aggiunto una nuova versione di Idol. Nell’industria però ancora molti sembrano insicuri su come comportarsi con il presentatore.
Costruito attorno al possibile candidato James Franco, la serie ambientata negli anni ’70 The Deuce lo vede non solo interprete di due personaggi, ma anche produttore e regista di due episodi. L’attore è stato accusato da cinque donne di abuso di potere e comportamento sessuale inappropriato. Queste accuse, fatte nel bel mezzo della corsa agli Oscar del suo ultimo film The Disaster Artist, non lo hanno reso nominabile agli Oscar ma ha comunque portato a casa un Golden Globe e un Critics Choice Award. Il network HBO lo hanno sostenuto riconfermando lo show per una seconda stagione – ma gli elettori non potrebbero essere così clementi.
Infine Louis C.K., che messo da parte dopo aver ammesso di aver sessualmente molestato più donne, sarà comunque presente per show che ha co-creato: Baskets e Better Things. Per Basket è stato produttore esecutivo della stagione uno e due e co-scrittore del pilot, ma non ha scritto la terza stagione quella eleggibile quest’anno. Sarà invece un possibile candidato per Better Things lo show che lo vede produttore esecutivo per la prima e terza stagione. Nonostante tutto sono ancora molte le serie tv che, seppur girate prima dello scandalo Weinstein, hanno messo in scena tematiche e scenari relativi al movimento #MeToo come The Handmaid’s Tale, Smilf, Westworld, e prodotti di grande successo di Netflix come 13 Reasons Why, Black Mirro: Uss Callister e Unbreakable Kimmy Schmidt.

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