Scavi di Pompei, ritrovato cranio del “fuggiasco”

Dopo il ritrovamento dello scheletro decapitato, nei giorni scorsi è stata anche ritrovata la sua testa. Si tratta del “fuggiasco” della Regio V negli scavi di Pompei, la prima delle vittime emerse negli scavi del nuovo cantiere del Parco Archeologico. In una prima fase dello scavo sembrava che la porzione superiore del torace e il cranio, non ancora identificati, fossero stati tranciati e trascinati verso il basso da un blocco di pietra che aveva travolto la vittima, ma con il ritrovamento del cranio, si è potuto constatare che l’uomo che sfuggiva dalla terribile eruzione del Vesuvio del 79 d.C., non è morto per choc termico o per il masso che gli è caduto addosso, ma per soffocamento in quanto si nota la mascella spalancata per asfissia dovuta al flusso piroclastico. Tuttavia si è notata una sorta di anomalia stratigrafica, in quanto la parte superiore del corpo, è stata ritrovata a quote decisamente più basse rispetto agli arti inferiori. La ragione di questo dislivello è dovuta al fatto che al di sotto del piano di giacitura del corpo si trovava un cunicolo, presumibilmente di epoca borbonica, il cui cedimento ha portato al collasso e allo scivolamento di parte della stratigrafia superiore, ma non del blocco litico, ancora inserito nella stratigrafia originaria. Ora che i resti scheletrici sono completi saranno effettuate ulteriori analisi anche sulle fratture ossee presenti e che consentiranno agli studiosi di ricostruire gli ultimi istanti della vita del povero fuggiasco. Ad annunciare i continui ritrovamenti di questo periodo a Pompei, è il direttore del parco archeologico di Pompei Massimo Osanna che ha affermato: “Abbiamo appena trovato anche il teschio, con la bocca spalancata in modo impressionante. Bisogna uscire dal pudore di non scavare più a Pompei. Non si potrà fare tutto perché sono 22 ettari  e ci vorrebbero generazioni. Ma a Pompei lo scavo deve essere lento e sistematico ma permanente. Hanno scavato tanto nel 1700 e nel 1800 – aggiunge – ma non avevano le nostre capacità e i nostri mezzi. Il Vicolo dei balconi, ad esempio, ci sta dando informazioni e soddisfazioni incredibili. Dobbiamo scavare recuperando dati che non sono mai stati trovati, è un nostro dovere continuare a farlo legandosi ad aspetti di tutela e valorizzazione del sito“.


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