In Thailandia si spera e si aspetta ancora

Lo scorso martedì 3 luglio la Thailandia e il mondo intero avevano gioito per il ritrovamento dei 12 piccoli giocatori e del loro allenatore. Tutti sani e salvi, erano stati ritrovati in una grotta a 400 metri di profondità. Il gruppo di bambini si era inoltrato, seguendo il giovane allenatore, in questa grotta il 23 giugno e dal quel momento se ne erano perse le tracce. La grotta, luogo di interesse turistico era però chiusa poiché rispetta un periodo di chiusura in concomitanza con la stagione dei monsoni ma il gruppo vi si era avventurato comunque e sorpresi dai temporali erano rimasti bloccati all’interno.

Il grande entusiasmo generato dal ritrovamento era stato ,il giorno seguente, smorzato dai gravi problemi riscontrati dai soccorritori per mettere in salvo i bambini. La grotta in questa stagione è per la maggior parte piena di acqua quindi è impossibile uscirne senza immergersi in acqua per qualche ora, cosa impossibile per i ragazzi. Inizialmente si era parlato anche di interi mesi necessari per organizzare il salvataggio ma la pioggia incombe e l’ossigeno all’interno della cavità nella quale si trovano i ragazzi inizia a scarseggiare.

Un soccorritore trentottenne ha perso la vita, forse per un guasto alla bombola di ossigeno, durante le operazioni degli scorsi giorni e questo ha rattristato ancora di più gli animi.

Il team che gestisce le operazioni ha però fatto sapere che cercheranno di tirare fuori i ragazzi nei prossimi giorni poiché per lunedì e martedì prossimi è prevista la pioggia e per ragioni di sicurezza si spera di riuscire a mettere in salvo il gruppo prima che il livello di acqua nella grotta aumenti.

I genitori e i bambini si sono scambiati teneri messaggi attraverso i soccorritori e il giovane allenatore ha fatto sapere di essere davvero dispiaciuto per tutto quello che è successo.

Si attendono con ansia i prossimi sviluppi della situazione.

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