Migranti, Europa e “quote” umane

La questione migranti sembra essere l’argomento cult di quest’estate dopo che l’Italia con il nuovo Governo Conte e il Ministro dell’Interno Salvini hanno cominciato a tenere duro nei confronti dell’Europa che vorrebbe confinare il problema solo al nostro Paese. Purtroppo a farne le spese sono le migliaia di uomini e donne e bambini che lasciano la loro terra in un vero e proprio viaggio della speranza. Dei 450 migranti a bordo di due navi di Gdf e Frontex, dopo la lettera inviata dal Premier Conte ai capi di stato europei, c’è stata l’adesione di Francia, Malta e Germania che hanno preso 50 persone a paese. Scrive Conte: “dopo i 100 migranti di cui si sono fatte carico ieri sera Francia e Malta, oggi anche la Germania ha acconsentito a prenderne altri 50. Al momento ci sono quindi 150 persone – su un totale di 450 migranti che erano diretti in Italia e che sono attualmente a bordo delle navi Frontex e della Guardia di Finanza – che saranno equamente distribuite in altri Paesi europei“. Ma la Repubblica Ceca non ci sta. «Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte. Un tale approccio è la strada per l’inferno», scrive Andrej Babis, premier della Repubblica Ceca, uno dei Paesi del gruppo di Visegrad. «Il nostro Paese – prosegue – non riceverà alcun migrante. L’unica soluzione alla crisi migratoria è il modello australiano, cioè non fare sbarcare i migranti in Europa». Ma Conte su Facebook scrive che la sua iniziativa serve a ricordare all’Europa: “la logica e lo spirito di condivisione che sono contenuti nelle conclusioni del consiglio europeo di fine giugno e che prevedono il pieno coinvolgimento di tutti i paesi dell’Ue. È proprio rifacendomi a questi principi, che ho chiesto loro di farsi carico di una parte di questi migranti. Le stesse cose le ho ribadite anche nella lettera che, come annunciato, ho inviato proprio oggi al Presidente della Commissione europea Juncker e al Presidente del Consiglio europeo Tusk, sollecitando una attuazione immediata delle conclusioni del Consiglio europeo“. E conclude: “Finalmente l’Italia inizia ad essere ascoltata davvero“. Visioni dunque contrapposte di un problema che sicuramente non è solo italiano e che il nuovo Governo sta cercando a proprio modo di portare all’attenzione di un Europa che spesso cerca solo di fare scarica barile.


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