Scoppia il caos sul dl Dignità nel Governo!

Nemmeno il tempo di posare i calici per la vittoria sui vitalizi alla Camera, che Luigi Di Maio finisce nella bufera insieme al suo tanto discusso decreto “dignità”, il quale il giorno prima di approdare al Quirinale viene affossato da una relazione dell’Inps. La relazione dell’istituto nazionale di previdenza sociale, guidato da Tito Boeri, è dura sul lavoro svolto dal Ministero dello Sviluppo Economico, in quanto stabilisce che con l’attuazione del Decreto ci sarebbero ben 8 mila posti di lavoro a rischio. Questo dato ha fatto allarmare il Governo, in particolare, il Ministro Luigi Di Maio che dichiara dal suo profilo Facebook in viaggio verso Matera ” Nella relazione c’è scritto che farà perdere 8 mila posti di lavoro” aggiungendo che “è un numero che non è stato aggiunto dai miei o da altri ministeri“, tuonando poi ” la verità è che questo decreto ha contro lobby di tutti i tipi“. Nel mondo pentastellato l’idea è che ci possano essere delle ingerenze preoccupanti e gravissime che intendono sabotare in ogni modo l’approvazione del decreto. A dare man forte a Di Maio, l’alleato di Governo Matteo Salvini, direttamente dalla Russia, il quale dichiara “Se il presidente dell’Inps non è d’accordo su niente delle linee politiche del governo, si dimetta“, aggiungendo poi “non so se qualcuno dalla sera alla mattina ha tolto dei numeri o aggiunto dei numeri, so che è un decreto che mira a creare nuovi posti di lavoro e so per certo che ci sono alcuni organismi, penso all’Inps, con cui non ho da fare polemiche personali, perché non mi interessano, che però hanno una visione della realtà che è assolutamente lontana da quella degli italiani, da quella del mondo del lavoro, del mondo delle pensioni”. Dunque, uno scontro durissimo tra il Governo e Tito Boeri, il quale si difende, dichiarando che si tratta di un attacco gravissimo da parte delle istituzioni senza precedenti. Parlare di complotti a discapito del Governo, però, come ipotizzato dal Movimento Cinque Stelle, appare ridicolo. Come fuori luogo potrebbero sembrare le dichiarazioni del Vice premier, Matteo Salvini, relative alle eventuali dimissioni del numero uno dell’Inps. In Italia non è sicuramente facile schierarsi contro centri di potere forti, come potrebbero essere i grandi gruppi industriali che verrebbero certamente colpiti dal dl dignità, ma il complottismo misto al vittimismo non sono certo la soluzione ai problemi del paese, come non lo sono nemmeno le velate minacce di censura da parte di una fetta di maggioranza di Governo. Come si concluderà la questione “manina occulta” sul dl dignità? Speriamo solo non in un ennesimo “bye bye“, parafrasando lo slogan per la delibera sul taglio dei vitalizi!


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