Young Sheldon, il bambino prodigio

Sheldon Cooper, il nerd più adorabilmente insopportabile

Negli Stati Uniti d’America in prima visione televisiva dallo scorso 25 settembre 2017, per la distribuzione italiana è stato necessario attendere il 31 gennaio 2018. Si tratta di “Young Sheldon”, spin-off e prequel per i fan più appassionati della sitcom statunitenseThe Big Bang Theory”; l’ideatore è, infatti, sempre Chuck Lorre e la casa di produzione, la Warner Bros.

Se da adulto (dopo undici stagioni di The Big Bang Theory”), tutti conoscono il nerd più adorabilmente insopportabile della storia televisiva, l’ormai famosissimo fisico teorico, Sheldon Lee Cooper che lavora alla Caltech (California Institute of Technology), ancora sconosciuta e, piuttosto misteriosa, risulta, invece, la sua infanzia texana, sulla quale più volte il personaggio ha destato la curiosità dei fan, con fugaci riferimenti ed allusioni. Il giovane Shelly (Iain Armitage) è, così, un bambino prodigio che per il suo alto quoziente intellettivo si ritrova a frequentare le superiori a soli nove anni, in classe col fratello maggiore, George. Già da piccolo non ha una particolare attitudine alle convenzioni sociali, salvo un amichetto vietnamita, quale, Tam e un rapporto privilegiato con la fenomenale “nonnina” materna, Connie. Un legame viscerale con una madre un tantino bigotta e la convivenza con una gemella parafulmine, quale Missy, un padre allenatore di football e un fratello, costantemente risentito per tutte le attenzioni che Sheldon gli sottrae da parte dei genitori, spiega, invece, le ossessioni dello scienziato adulto. Uno spin-off geniale e ben fatto, perfettamente coerente a quanto si è visto nella sitcom “The Big Bang Theory” che riesce a soddisfare tutte le curiosità pregresse, solleticate nelle undici stagioni di Sheldon adulto e a far adorare il personaggio ancora di più, giustificandone l’insopportabilità con la tenerezza della consapevolezza del suo vissuto.


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