The Staircase: il real crime su Netflix e la teoria del gufo.

I primi otto episodi della serie uscirono nel 2004. Adesso sono usciti i mancanti cinque sono stati editati solo adesso che Netflix ha comprato il prodotto.

Micheal Peterson è uno scrittore che una notte chiamò l’ambulanza perché sua moglie era caduta dalle scale. Una volta arrivata lì, il personale paramedico decide di chiamare la polizia perché qualcosa non torna… Ci sono schizzi di sangue ovunque e alla parola “incidente” non crede nessuno. Così iniziano a indagare per capire se effettivamente ci fosse stato un omicidio. La donna ha diverse ferite alla testa difficilmente attribuibili all’impatto col suolo. Dalle varie ricerche della polizia si scopre che Micheal era l’ultima persona che aveva visto viva anche una seconda vittima da “incidente per le scale”. Una coincidenza?

La serie è tirata molto per le lunghe e mentre i primi otto episodi sono intensi, gli ultimi sono invece lenti ed effettivamente non aggiungono molte informazioni nuove valide. Sicuramente il documentario si dedica ad un determinato punto di vista e non copre le fazioni. Tutta la vicenda si trasforma in breve in una vera e propria battaglia legale dove ciò che conta è vincere e non più scoprire la verità.

Un aspetto fuori luogo sono state le vere foto del cadavere della moglie di Micheal. Le sue ferite originali e la sua testa completamente coperta di sangue non aggiungono nulla alla narrazione, ma servono solo a strumentalizzare ulteriormente l’omicidio.

Nel 2002 la sua bisessualità di Micheal e il suo possesso di materiale pornografico maschile lo resero quasi colpevole agli occhi degli spettatori. Negli anni, rivedendo le posizioni della società sulla tematica omosessuale molte persone hanno cominciato a rifiutare l’idea di un omicidio: che ci fossero delle tensioni fra i due è una cosa ovvia, ma indubbiamente la sessualità del protagonista non gli può rendere la colpa di un omicidio.

Il vero caso è stato portato avanti malissimo. L’opinione pubblica si era convinta della colpevolezza di Micheal, ma si sa che quando un caso diventa mediatico è molto più facile alterare le prove ufficiali e se ne guadagna di più a farlo. Netflix sul suo canale ha pubblicato un video sulla “teoria del gufo”: secondo la quale l’animale pacifico potrebbe attaccare l’uomo immotivatamente. Un gufo deve essere entrato in casa e aver attaccato la poveretta. Ci sarebbero delle piume in casa.  Non c’è la necessità di sottolineare che questa teoria non è accreditata.


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