The Rachel Divide

Il documentario Netflix racconta la storia della donna che gestiva un’associazione afroamericana. Per diversi anni si è finta una di loro e ha insegnato black studies all’università. Quando fu scoperta fu licenziata, subì minacce. Ma lei non si sentiva una donna bianca.

Non è un fatto di cronaca, è stato il fratello a portare la storia alla ribalta per screditarla. A nessuno importa la verità sull’identità della donna, tutti vogliono sapere la storiella. Nonostante Rachel abbia mentito, ha lavorato anni nell’attivismo. Tutto ciò che ha creato è stato screditato totalmente. I suoi insegnamenti all’università erano d’ispirazione per gli studenti. I suoi figli sono neri, ma vengono trattati da bianchi ed emarginati.

Il suo obiettivo al processo era quello di far perdere peso alla battaglia. Moltissime testimonianze sono state ignorate dal giudice.

Si approfondisce bene la storia della famiglia biologica. La famiglia che ha adottato lei e il fratello l’ha fatto unicamente per soldi, ma li picchiava dall’età di cinque anni. L’investigatore privato bandirà una crociata contro Rachel, il giornalista che seguirà il caso invece si batterà per lei.

Nonostante non sia nera il processo ha assunto lo stesso andazzo di una persecuzione razziale. Le ripercussioni del processo sono state troppo violenti rispetto alla storia. Non c’è ricerca della verità, si perseguono dei fini personali.


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