Dl Dignità è legge! Il via anche dal Senato

ben 155 i voti favorevoli e 121 quelli contrari.

Dopo la discussione e l’approvazione la settimana scorsa a Montecitorio, oggi arriva l’ok anche dal Senato della Repubblica. Il provvedimento che porta la firma del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, è ufficialmente una Legge dello Stato. Il Dl Dignità prevede una serie di misure che spaziano dal contrasto al gioco d’azzardo alla stretta sui contratti a termine. In riferimento al contrasto al gioco d’azzardo, la legge prevede, infatti, multe salatissime per chi viola il divieto di sponsorizzazione e pubblicità del gioco d’azzardo. Previsione che hanno mal digerito le grandi multinazionali del settore, come ci si poteva aspettare. Per i contratti a termine, invece, se gli stessi superano i 12 mesi e all’interno dei quali non sono indicate causali, allo scadere del termine essi divengono automaticamente contratti a tempo indeterminato. Inoltre, tra le tante proposte, il provvedimento prevede anche bonus per le assunzioni di personale over 35 fino al 2020. Il bonus era già stato programmato dal precedente esecutivo, ma era rivolto alle assunzioni di over 30 e solo fino al 2018, col dl dignità si alza la soglia di privilegiati dal bonus e si dilata il tempo di somministrazione. I datori di lavoro, dunque, saranno esonerati per 3 anni dal pagamento della metà dei contributi per l’assunzione di giovani lavoratori. I voucher, per il Governo, non sono del tutto da eliminare, ed infatti potranno ancora essere utilizzati dal settore alberghiero e agricolo per un periodo lavorativo di massimo 10 giorni. Altra stretta sui licenziamenti illegittimi, dove le indennità conciliatorie previste vengono aumentate, passando da un numero di mensilità da corrispondere  minimo di 2 ad un massimo di 18, ad un minimo di 2 e un massimo di 27. La legge prevede anche un concorso straordinario per gli insegnanti e la proroga ai contratti per le maestre. In particolare, il Ministro del Lavoro ha ritenuto opportuno tutelare la posizione di quelle maestre non laureate, ma diplomate entro il 2001, garantendo per loro la possibilità di partecipare ad un concorso straordinario aperto sia ai laureati in scienze della formazione primaria, che a coloro i quali sono in possesso di un titolo analogo conseguito in Italia. Infine, tra le tante misure poste in essere dal Governo, una menzione particolare va fatta per la stretta alle delocalizzazioni, poiché “Le somme derivanti da sanzioni” applicate alle aziende che delocalizzano prima di 5 anni dopo aver ricevuto contributi pubblici, sono riassegnate a un fondo finalizzato al “finanziamento di contratti di sviluppo ai fini della riconversione del sito produttivo”. 

Non si risparmia quindi l’Esecutivo a trazione giallo-verde, toccando zone sensibili in modo tutt’altro che delicato. Siamo davvero nell’epoca del Governo del Cambiamento? Pare proprio di si. 

Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. 

Dl Dignità arriva l’ok anche dal Senato!


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