Ignorare i problemi non vuol dire risolverli.

Solo 10 giorni fa, l’atleta azzurra Daisy Osakue veniva ferita dal lancio di un uovo per opera di tre teppisti a Moncalieri. Dopo qualche giorno, lo rendono note le forze dell’ordine di Pistoia, un migrante è stato sparato da due dodicenni per pura goliardia. Se quella alla Osakue poteva essere archiviata come una ragazzata e non un atto violento a sfondo razzista, rende perplessi che dopo nemmeno 3 giorni un’altra persona di colore sia stata aggredita e le motivazioni dell’aggressione siano le stesse addotte per la violenza subita dalla sportiva il 30 luglio.  Per quanto tempo ancora verrà ignorata quella che è una vera e propria “emergenza razzismo” in Italia? Non si tratta, a parer nostro, di amplificare troppo quello che è un fenomeno trascurabile, perché solo chi non vive in questo paese può parlare di “esagerazione” riguardo questi temi. La spinta nazionalista che ha visto trionfare partiti come la Lega Nord in Italia alle scorse elezioni, insieme ai post ideologici pentastellati rende palese quella che è la posizione di una gran parte del popolo italiano nei confronti del diverso. La lega ha, infatti, impostato tutta la propria campagna elettorale  sulla lotta indiscriminata verso l’immigrazione. Nel resto d’Europa non si è estranei a questo fenomeno ed è proprio questo quello che dovrebbe preoccupare maggiormente e cioè minimizzare la gravità di fatti che, ormai, accadono quasi quotidianamente per paura di guardare in faccia quello che è un vero mostro, il quale grazie all’indifferenza cresce ogni giorno sempre di più. Di fronte ad atti del genere non sono mancate, ovviamente, le prese di posizioni da parte di vari personaggi del mondo della politica e non solo. Lo scrittore, Roberto Saviano, tuona da mesi contro l’attuale Governo ed, in particolar modo, contro il Ministro degli Interni, Matteo Salvini, accusandolo di essere il responsabile delle migliaia di morti in mare a causa della sua politica razzista nei confronti di quelle persone che scappano dalla fame per raggiungere condizioni di vita migliori nel nostro paese. In antitesi alla posizione di Saviano si pone l’ex deputato grillino, Alessandro Di Battista, attualmente in America insieme alla famiglia, il quale definisce razzisti tutti coloro i quali fanno parte del mondo dell’informazione che, per paura del fallimento dell’establishment, si omologano al pensiero buonista ignorando quelli che sono i veri problemi del paese.  Pensieri estremi entrambi, a parer nostro, in quanto l’Italia dovrebbe occuparsi dei problemi che attanagliano la nostra nazione come la mancanza di lavoro, le condizioni critiche del sistema sanitario nazionale e via dicendo, ma dovrebbe occuparsi anche di quelle lacune culturali relative al tema dell’integrazione e del rispetto verso la diversità  che ormai mancano come l’aria per il nostro paese. Ignorare che siano ben attive le spie di una dilagante emergenza culturale nel bel paese serve solo ad incrementare la gravità di un fenomeno che non si potrebbe debellare altrimenti, se non con l’insegnamento del rispetto verso l’altro a prescindere dalle proprie origini o dal colore della propria pelle.


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