Vecchioni: “A che servono i professori?!?Anzi…li menano tutti, adesso! ˮ

La società dello schermino che non ascolta le persone

«Viviamo tutti a un quinto piano, pieno di vetri, e la cosa peggiore è che non c’è il quarto, non c’è il terzo, non c’è il secondo, non c’è il primo e non ci sono nemmeno le fondamenta, c’è il nulla sotto, perché c’era una cosa che ora non c’è più e che si chiama CULTURA

Si presenta, così, il professore più famoso d’Italia- Roberto Vecchioni, classe ’43, una vita di musica e parole- al concerto del 20 agosto 2018 a Pesco Sannita (BN). Scroscio di applausi e il cantautore prosegue, quasi prendendovi gusto, la stoffa del cabarettista professionista:

«E, invece, oggi si nasce imparati: IO SO già TUTTO e quello che non so me lo dice GOOGLE! A che serve fare i dottori?!?C’è Google! A che servono i professori?!?Anzi…li menano tutti, adesso! Pensate che brutto squallore, una società che si basa su uno schermino e tutto quello che dice e non ascolta le persone!” In forte contrasto con i deplorevoli tempi moderni e contemporanei, un grandissimo esempio di civiltà nei più bei versi della poetessa greca Saffo, recitati dal professore in traduzione italiana: “C’è chi dice sia un esercito di cavalieri, c’è chi dice sia un esercito di fanti, c’è chi dice sia una flotta di navi la cosa più bella sulla terra, io invece dico che è ciò che si ama”. (Ode ad Anattoria, Frammento 16 V.)

«Perché i veri uomini sono le donne, ovvero il sesso che ha maggiore capacità di umanità!»

Un ricco repertorio di inesauribili parole da parte di un uomo instancabile amante della vita, nei suoi mille diversi ruoli di marito, padre, amante devoto, figlio, professore, cantautore, fanciullo, sublimati tutti eccezionalmente dalla potenza espressiva della canzone. Si parte con Stranamore (Pure questo amore), segue El bandolero stanco, La mia ragazza, Le mie ragazze, Il tuo culo il tuo cuore, Le rose blu, Figlia, Vorrei, Dentro gli occhi, due madri, L’uomo che si gioca il cielo a dadi, Milady, Piccolo amore, Le lettere d’amore, Voglio una donna, Sogna ragazzo, sogna (eterno omaggio ai suoi studenti dopo la pensione), Chiamami ancora amore (canzone vincitrice di Sanremo 2011) e , poi, saluta tutti e tra le proteste generali esce di scena. I fan non possono perdonargli l’omissione di due canzoni famosissime e la lamentano ferocemente. Ed eccolo, lì, sornione, il professore a rientrare in scena: era tutto un bluff ed è pronto, finalmente, a regalare al suo pubblico anche l’ultima emozione, quella delle attesissime Luci a San Siro e Samarcanda.

Un ultimo messaggio alle ragazzine di ogni età e alla moda contemporanea di postare su Internet proprie foto succinte:

«Questo è un mondo in cui tutto è superficie, quello che c’è sotto non lo guarda nessuno più, tutto quello che si vede va bene, quello che c’è sotto non si guarda più: ragazze, che cosa volete ottenere con le vostre foto provocanti su Internet? NIENTE! Ai maschi piacciono quegli accessori, è vero, ma piacciono in generale, non i VOSTRI, ma quelli di CHIUNQUE! Perché finito di guardare voi ne guardano un’altra e quindi è finita lì la storia. Provate a fotografare qualche altra cosa, io vi suggerisco una cosa che avete solo voi, che è: l’anima! Fotografatevi quella, vedete che c’è un uomo che ci casca all’anima, perché non gira più la pagina, perché quella è l’anima sua, è quella che va bene per lui, non va a cercare altre anime, non c’è un’anima uguale all’altra.»

I commenti sono chiusi.