Beppe Vessicchio ospite al Teatro Romano di Benevento per Il racconto del fantasma dell’opera

“La Storia di questo teatro è riscritta ogni volta che esso prende vita attraverso la cultura. Essere artisti oggi è molto faticoso ed impegnativo, ma è l’atto rivoluzionario più bello che conosciamo!”

Esordisce così una presentatrice eccezionale, quale la giornalista Melania Petriello, vanto ed orgoglio beneventano.

Il Direttore Artistico è Carmen Castiello (autrice delle coreografie con Nicoletta Pizzariello), una colonna portante del territorio sannita: “artista generosa, impegnata e che ha sempre unito l’idea di contenuto alla perfezione e alla tecnica che la disciplina della danza impiegano e richiedono”. Il corpo di ballo è quello della Compagnia Balletto di Benevento, insieme alla partecipazione straordinaria di danzatori aerei diretti da Federica Liuzzo. Altro pilastro di questo progetto è l’Orchestra Filarmonica di Benevento che rinnova un impegno a dedicare la sua musica al territorio: per la terza volta la costruzione di un’opera. Tra gli spettatori la straordinaria presenza anche di un ospite d’eccezione, il maestro Beppe Vessicchio: “per noi è un atto di speranza e di fiducia”. Direttore d’orchestra, Andrea Solinas.

Terzo partner, l’Accademia di canto Sannio Music Academy, diretta da Raffaele Raffio. Età media: 23 anni, talenti giovanissimi.

Tutto è stato predisposto, si spengono le luci e le candele… una strana ed insolita maschera all’ingresso, prima di accedere alle gradinate, incute il presagio di una presenza spettrale. Che sia, proprio lui, il FANTASMA DELL’OPERA figlio di Gaston Leroux? Grandissima emozione all’entrata scenica dell’orchestra, che, dopo essere stata accolta da calorosi applausi, inizia a suonare e qualcuno dalla voce molto profonda, a parlare, dall’alto, da un punto inaspettato ed imprecisato. Il pubblico, in un gesto istintivo ed inconsulto si guarda le spalle, è smarrito e spiazzato, geniale espediente per entrare subito nel mood. Si tratta del narratore onnisciente, Peppe Barile, posto strategicamente al di sopra di tutti, sul punto più alto del teatro. Una volta individuato dal pubblico a far vibrare l’aria sono i cantanti solisti: Jacopo Cerulo, Daniela Cappiello, Angelo Vicerè e Bruna Falato, virtuosismi i loro, che farebbero impallidire chiunque, quand’anche non fosse la storia di un fantasma ad essere narrata dalle delicatissime musiche originali di Andrew Lloyd Webber ( Think of me; Angel of music; Music of the night; The Phantom of the Opera; The Point of No Return…) mentre ad accentuare l’atmosfera di sospensione contribuiscono anche i danzatori aerei, primi ad apparire in scena. Essi introducono ai moti dell’animo umano di una vicenda complessa ed inenarrabile a sole parole, come quella del fantasma.

 La bellezza di un’opera costruita su una tale sinergia che vede la collaborazione di tre enti fondamentali – quali, i suddetti- è la sua fruibilità a diversi livelli, che la fa dilatare nella sensorialità dello spettatore, che può ascoltare (tralasciando facili suggestioni, come quanto la suadente immagine dell’orchestra in basso richiami il teatro greco) il racconto di una storia che davanti ai suoi occhi prende forma. È questo il meraviglioso delle coreografie di Carmen Castiello: una fantasia che si materializza sotto lo sguardo stupefatto degli spettatori e procede con una tale delicatezza da non sembrare neanche realtà, ma sogno. Erik, il fantasma dell’Opera, magistralmente impersonato da Raffaele Vasto è un po’ così per Christine, (Odette Marucci) quell’amore talmente inconscio, scabroso e misterioso che esiste prima ed oltre il tempo, da potersi concretizzare solo in una dimensione onirica che non riesce a classificare o decifrare nella realtà. Lì, invece, trova una giusta e – soprattutto- giustificabile collocazione solo Raoul (Oliviero Bifulco), il cui amore sembra più legittimo e facile da accettare (e da ricambiare). Un corpo di ballo pronto a sostenere l’alta tensione psicologica richiesta dalla particolarità della piece – cosa non da poco- e ad esprimerla e a raccontarla con mirate scelte cromatiche e coreografie nevrotiche, convulse, a tratti spezzate da repentine fughe di scena. Esso annovera nomi di veri e propri professionisti.  Tra i solisti: Francesco Panebianco, Cesare, Antonio Bisogno, Angelo Riccio, Giuseppe Paolicelli, Davide Guzzo, Giselle Marucci, Lucrezia Delli Veneri, Annasara Fierro, Ilaria Mandato, Cristina Ricciardi; tra gli altri, Sara Prozzo, Alessandra Bellone, Sabrina Crafa, Roberta Iscaro, Cristina Pagliarulo, Lorenza Maio, Roberta Alloro, Veronica Ferola, Cristina Francesca, Federica Minichini, Francesco Galasso, Giorgia De Blasio, Francesca Delli Veneri.

Mentre la carismatica e fascinosa figura del fantasma ritrova la sua umanità nell’accettazione di un destino tragico, gli spettatori recuperano un po’ di coraggio per affrontare i propri fantasmi quotidiani ed è per questo che dal teatro si esce sempre più ricchi e più forti.

I commenti sono chiusi.