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Interporto Nola, chiude la compagnia ferroviaria Interporto Servizi Cargo

A gennaio si va verso la fine delle attività dell’azienda che occupa circa 130 lavoratori.

A partire dell’inizio del 2023 chiude i battenti ISC (Interporto Servizi Cargo), società che garantisce numerose corse treno e servizi di trasporto merci dall’Interporto di Nola a diverse regioni italiane e occupa circa 130 lavoratori.

La società lo ha comunicato in forma ufficiale ai suoi clienti giustificando la misura come una conseguenza sia delle difficoltà di contesto, sia di particolari tensioni finanziarie. La notizia è piuttosto inattesa, pur avendone avuto avvisaglie a giugno scorso, allorquando la società aveva presentato istanza di accesso alla nuova procedura di composizione negoziata della crisi di impresa.

Da allora l’azienda ha cercato, senza riuscirvi, di sottoscrivere una partnership con un operatore di peso. Adesso, malgrado la valutazione di altre ipotesi per rimanere attivi oltre il 31 dicembre 2022, la società ha dato comunicazione alla clientela della situazione contingente.

Nel 2021 ISC aveva movimentato ben 2.620 treni, garantendo collegamenti con l’intera Europa.

Il 28 dicembre scorso si è svolto un incontro programmato tra la ISC e le organizzazioni sindacali, per le procedure di raffreddamento a seguito del mancato accordo con un altro operatore intermodale, che avrebbe garantito il futuro dell’azienda.

Il futuro della ISC sarà ora discusso il prossimo 2 gennaio, quando si svolgerà un ulteriore confronto tra sindacati e azienda. Nel corso dell’ultimo incontro, si legge in una nota diffusa da Filt-Cgil Fit-Cisl e Orsa Trasporti,la dirigenza di ISC ha confermato le difficoltà economico-finanziarie in cui versa la società e ha dichiarato la sospensione dell’attività dal 1 gennaio 2023”. Le organizzazioni sindacali di categoria “hanno sollevato i propri timori rispetto alla ricollocazione del personale di ISC e una forte preoccupazione per lo stop di una infrastruttura centrale per il Mezzogiorno”. “La sospensione dell’attività – secondo Filt Fit e Orsa – può comportare un danno economico per il TIN (terminal intermodale) e anche per altre società che insistono nel sito del CIS di Nola e quindi, ulteriori crisi aziendali”. “Dopo una lunga discussione – conclude la nota – le parti hanno convenuto di attivare un tavolo permanente di confronto con il coinvolgimento delle associazioni di categoria e della Regione Campania per trovare soluzioni immediate per la ricollocazione del personale e garantire una continuità delle attività all’interno dell’interporto di Nola”.

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