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Caivano, dimissioni choc: «Non voglio essere complice di un sistema affaristico e delinquenziale»

Proroghe ai servizi, affidamenti diretti, distrazione di fondi: le gravi accuse della consigliera Palmiero al sindaco Enzo Falco.

Stanno suscitando clamore le dimissioni di Giovanna Palmiero, consigliere del Comune di Caivano, annunciate in diretta video Facebook dalla sala consiliare. Il video sta spopolando in città e sul web tanto da arrivare anche all’attenzione della politica romana. Nel corso dell’intervento il consigliere, esponente di “Noi Campani”, ha puntato l’indice contro il sindaco in carica Enzo Falco, annunciando di lasciare la maggioranza cittadina di centrosinistra, per passare nelle fila dell’opposizione, in minoranza. A colpire sono stati alcuni passaggi del discorso.

Dopo l’intervento è tanto lo scalpore a Caivano, specialmente per la modalità scelte e il contenuto delle dichiarazioni rilasciate in Consiglio Comunale. Ma dopo il rumore il rischio è che prevalga, come accade speso, l’assuefazione. La consigliera ha denunciato l’arroganza e la tracotanza di chi governa, dichiarando che il marito è stato minacciato dall’Amministrazione per i suoi modi non proprio filogovernativi. Ma l’oramai ex consigliera non ha detto solo questo. Accuse ben più gravi ha mosso durante il suo intervento che è riportato di seguito, integralmente. Per adesso, dopo alcuni giorni, l’opposizione non proferisce parola e il timore è che resti un episodio isolato, senza seguito. Niente flash mob o manifestazioni di sostegno o manifesti o cartellonistica per chiedere chiarimenti al sindaco. Tutto tace, nonostante le dichiarazioni della consigliera disegnino un sindaco minatorio, despota, dittatore, allineato con zone grigie del territorio per la poca trasparenza adottata in termini di appalti.

All’inizio dell’intervento, Giovanna Palmiero, rivolgendosi ai concittadini e al consesso, ha anticipato in premessa di far riferimento alla «libertà di pensiero e di espressione tanto decantata ma poco praticata». Poi si è rivolta al sindaco, Vincenzo Falco, dichiarando che «in questi due anni e mezzo ha fatto di tutto per soffocare, e per evitare qualsiasi confronto e dibattito per rendere libera un’idea anche se diversa dalla sua». Il consigliere ha chiesto poi «scusa ai cittadini caivanesi per non aver mantenuto gli impegni presi in campagna elettorale, ma soprattutto perché si era promesso di non avere nessuna chiusura nelle stanze che contano, facendo addirittura peggio, chiudendosi nella sua di stanza», rivolgendosi di nuovo al sindaco.

«Cari caivanesi, cari colleghi, dovete sapere che il nostro primo cittadino ha voluto fortemente le mie scuse perché, udite udite, un cittadino, mio marito, ha postato uno stato altamente ironico con oggetto Vito Ciancimino, sul suo stato del profilo privato di whatsapp. Avete capito bene, questo sindaco, il nostro sindaco, chiede le scuse a una consigliera comunale eletta con il consenso dei cittadini. Io allora, caro sindaco, chiedo scusa ma non per quello che mi ha chiesto ma perché non posso accettare che mi venga imposto il suo Credo. Perché io, la mia squadra, la mia famiglia, abbiamo, ho una testa pensante. Scusatemi se volevo darvi un cervello, a voi serviva solo una mano. Lei, invece, dovrebbe iniziare a fare qualche conto con i cittadini, con gli elettori e le future generazioni. Dovete chiarire tutti alcune situazioni strane, oscene che ora vi elenco. Non posso andare avanti se non vi spiego il perché dello stato whatsapp del cittadino in questione, mio marito. Lui minacciato per ben 3 volte, a causa degli atteggiamenti e gli stati ostili a quest’amministrazione. Non fate finta di scandalizzarvi, lo sapete bene. Lei sindaco, lo sa, sono venuta da lei, come mamma, come moglie, come donna impaurita, ansiosa, per chiedere aiuto. E lei, invece, preso da una sindachite acuta, che ormai è padrona del suo corpo, mi ha indicato la porta, per farmi uscire fuori. Questo non è un caso singolo, isolato, mi viene in mente quanto accaduto ad un assessore, a un segretario di partito. Chissà, forse il motivo è sempre lo stesso? Ma la verità non ha vincoli, la verità non fa paura.

A chi, come me, è scesa in campo per cambiare Caivano, e non essere complice, a quanto pare, di un sistema affaristico e delinquenziale. Quando ho deciso di scendere in campo, mi ero prefissata di avere la burocrazia come nemico delle mie azioni politiche e amministrative, non l’azione continua e costante dei soliti noti alla cronaca politica locale. Immaginavo una nuova era, non con la mia sola azione, ma con le promesse che lei, signor sindaco fece a questa terra, da sempre stuprata e abbandonata. Ma noi, ad oggi, non abbiamo dato discontinuità, anzi, stiamo ancora peggio. Vorrei prendere in mano il nostro programma elettorale e fare con lei la sommatoria degli obiettivi raggiunti, o quanto meno cercato di raggiungere. A oggi siamo veramente messi male. Lei, preso per la giacca dai mitomani della politica, dai tuttologi sapienti, ha passato ore e giorni di amministrazione su come spartire le deleghe, senza una programmazione e senza un briciolo di format amministrativo. La poca programmazione è sinonimo di improvvisazione, lo dimostra il numero di proroghe, nello specifico quattro, che abbiamo fatto all’azienda appaltatrice del servizio di smaltimento dei rifiuti, di cui stiamo ancora aspettando la gara europea. Nelle linee programmatiche lei, sindaco, ha promesso in un anno di tagliare la tassa sui rifiuti, per circa un milione di euro. Ricordo le parole da lei pronunciate, parole che anche a me, ingenua della politica, avevano dato speranza, ovvero “ci dovete giudicare tra dodici mesi per il nostro operato”. Bene, ne sono passati ventinove. E il vostro, anzi il nostro, anzi il suo operato, è pari al taglio effettuato, cioè zero. Abbiamo dimostrato in due anni e mezzo di essere nel guinness dei primati degli affidamenti diretti e delle proroghe. Vogliamo parlare dei due milioni di euro spesi per la manutenzione? Quante gare abbiamo fatto? Zero. Vogliamo spiegare ai cittadini caivanesi che quotidianamente si trovano in un territorio devastato, privo di ordinaria e straordinaria amministrazione, dove regna il salto alla buca o la caccia alla strada senza fosso, che abbiamo speso ben due milioni di euro per la manutenzione. Dobbiamo scomodare il tanto cercato San Pio, per avere una, e dico una strada senza buche? Come direbbe il famoso cantante neomelodico Franco Ricciardi, “prumess mancat”. Voglio citare la delibera n. 43, dove una parte dei tre milioni di euro che lo Stato ha concesso al Comune di Caivano, per il dissesto finanziario, 750.000 li avevamo messi noi in bilancio per le scuole, dove lei sindaco, e ripeto lei, aveva promesso il rifacimento di tutti i tetti delle scuole, ma, come per magia, i soldi non ci sono. Sono stati spesi per la manutenzione. Mentre ci troviamo a spendere soldi per avere strade sempre peggio, i ragazzi, i bambini, mia figlia, sono nelle aule con l’ombrello. I panni sporchi si lavano in famiglia, mi fu detto, quando misi uno stato su Facebook, ma di “prumess mancat” ce ne sono ancora tante altre. Vogliamo parlare della tanto famosa e decantata Delphinia? Ma su questo tema, mi dispiace, io non sono all’altezza. O forse sono troppo alta per conoscere o per capire quali sono gli aggiornamenti, e la storia amministrativa su questa struttura polisportiva. Ma io, perché moglie di quel cittadino dello stato su whatsapp, non posso essere presente alle riunioni di maggioranza.

Io non resto in silenzio, non resto immobile, alla vostra arroganza, continuo a chiedermi e a chiedervi: e Caivano Arte? E il Teatro dei sogni? Senza programmazione, senza storia e senza senso, abbandonato, benché finanziato, ma lì, fermo, forse perché privo di interessi personali. Mentre voi, presi dalla spartizione delle poltrone, dei teatrini in giunta del solito attore sceneggiante, dalla maggioranza sì, maggioranza no, presi dai vostri fatti di famiglia, nel Cimitero comunale succedono ancora fatti poco chiari! Possiamo parlare dell’affidamento della Ditta delle lampade votive, l’affidamento diretto dei servizi cimiteriali, senza tornare troppo indietro e parlare della restituzione dei loculi. Fortunatamente con la nuova Compagnia dei Carabinieri che sto qui a ringraziare, per il lavoro svolto sul nostro territorio, ci sono stati due blitz all’interno dello stesso Cimitero, che hanno mostrato e dimostrato che il Cimitero è ancora terra di illeciti, sia nel caso dell’allaccio sul contatore abusivo della ditta uscente, che quando state individuate due persone con contratto scaduto e uno che percepiva il reddito di cittadinanza. Ovviamente voglio sperare, che nessuno di noi ne sapeva nulla, anzi ne sono certa o quasi, anche perché chi deve dedicare la propria azione amministrativa al controllo in esecutivo è impegnata con deleghe alla segreteria personale del sindaco. Ulteriore criticità l’ho riscontrata sempre all’ufficio tecnico e manutenzione per l’installazione di alcune giostrine all’interno della Villa comunale. Dovete sapere che alcuni assessori, cari cittadini, pur di non dare visibilità alla sottoscritta, ne stavano in ogni modo ostacolando il finanziamento. Avete capito bene, il loro ego prima di ogni miglioria della nostra terra. Tutto questo non è quello che io, insieme a lei, caro signor sindaco, promettevamo nelle case caivanesi. Parlavamo di cultura, di eventi, di aggregazione. L’unica cosa vista di tutto ciò sono state le pseudo luci ed alcuni eventi o pseudo tali, visti questo Natale. Avete impegnato 25.000 euro, fondi di Città Metropolitana, solo per le luminarie, mentre per la festa patronale caivanese, per illuminare tutta Caivano, se ne spendono 18.000. Capitolato per le luminarie disatteso, luci accese tardi e ancora da smontare. Avevo fatto richiesta il 12 dicembre all’ufficio di competenza, l’assessore al ramo mi ha risposto il 10 gennaio dicendo che stava aspettando la risposta dall’ufficio tecnico, quando invece le luci sarebbero già dovute essere state spente. Ciò significa soltanto impreparazione e tantissima improvvisazione.

Abbiamo poi ancora da conoscere la punta di diamante dell’amministrazione Falco, la donna i cui debiti sono noti a questo consiglio e ancora oggi non sappiamo se sono stati sanati o meno. L’assessore che si prende il lusso di definire “mazziere di merda” un neo Ministro, uomo di cultura e di spessore, come il Ministro Sangiuliano, direttore uscente del TG2, al di là di ogni credo o ideologia, definendo, in modo ancora più grave “fascista di merda”, i componenti del nuovo Governo. Ed è inaudita, oltre alle parole proferite, la sua difesa, sindaco, senza senso, immotivata e solamente per coprire una poltrona di questa amministrazione con tante ombre e pochi fatti e atti. I cittadini lamentano, poi, una pubblica istruzione carente con l’unico senso l’assaggio dei pasti della mensa e chi ha la delega alla pubblica istruzione li definisce “pecore belanti”. Tutto questo però, signor sindaco non conta, conta soltanto quello stato su whatsapp.

Più volte ho cercato, invano, di dare il mio contributo, per cercare di trasformare in azioni le  mie idee, ma lei è come quegli allenatori che non considerano i test fisici dei calciatori, ma contano soltanto gli sponsor che questi hanno. I campionati si vincono in due modi, o si tiene Maradona in campo, e lei non è per nulla Maradona, o si considerano le potenzialità dell’intera squadra. Per lei contano solo quei tre o quattro che si attaccano alla vostra giacchetta. Per me la politica è altro, è rappresentare i cittadini in ogni sede, fare del mandato popolare l’unico credo, senza timore di niente e di nessuno. Per dare fede a tutto ciò, finisce qui la mia presenza in maggioranza, che purtroppo devo dire che non è mai iniziata, mentre comincia oggi, in piena libertà, in piena democrazia e piena libertà di espressione, per quanto sopra citato, la mia presenza in minoranza. Leggevo, e concludo, che lei voleva mandarmi via, ma questo può farlo con qualche societto di affari, con qualche politico senza idea e senza identità. Io sono una madre, sono una donna, sono una consigliera eletta, a pieno titolo dai cittadini caivanesi e lotterò senza paura, contro ogni forma di illegalità, contro ogni azione amministrativa che non porti vantaggi per la mia Caivano. Chiedo ai consiglieri di minoranza di farmi spazio, ancor di più dico ai cittadini caivanesi, ai miei elettori, che sempre rispetterò il mio mandato di controllo che mi è stato dato alle urne. Mi auguro che tutti in quest’aula mettano sempre, e sottolineo sempre, come priorità l’amore per Caivano prima di ogni interesse personale».

A questo punto sarebbe d’obbligo una replica del primo cittadino sui vari temi posti: il ritardo sul lancio della gara sui rifiuti, la programmazione dei lavori del Centro Delphinia già affidati con project financing, la mancata indizione di bandi di gara pubblica, né per manutenzioni né per servizi cimiteriali. Al Cimitero verrebbero, inoltre, affidati lavori a ditte che assumono operai a nero e lavori di inumazione a ditte prive di requisiti; e, anziché preoccuparsi di tutto ciò, il sindaco pretende da una consigliera le scuse per uno stato Whatsapp del marito. E, per le sue scuse ai cittadini, a quando?

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