Cultura

Dalle origini della Musicoterapia ad oggi...

Le qualità liberatorie della musica si concretizzano da sempre dovunque nel mondo. Il beneficio potere derivante dall'ascoltare musica, o dal crearne e riprodurne distingue i due rami principali riconducibili alla scienza stessa, che nascono sempre dalla radice unica, la musica. Osservata in Europa,e nell'occidente in tempi relativamente recenti, dopo il cinquecento, diviene strumento terapeutico vero e proprio, fino all'uso che spazia dalla cura di depressioni, malattie psichiche anche molto gravi, disturbi neurovegetativi.

J.S. Bach, per esempio, compose le variazioni Goldberg con lo scopo di risolvere problemi d'ansia e d'insonnia del nobile K. von Keyserling.

 Filippo V, re di Spagna, uscì da una profonda depressione grazie all'intervento del cantante italiano C. Broschi, detto il Farinello ( o Farinelli), che cantò per lui arie inizialmente un po' melanconiche e sentimentali, e poi via via sempre più vitali e gaie. Egli anticipò in questo modo quello che è forse il cardine del processo terapico della musica, vale a dire il principio d'identità sonora, teorizzato alcuni anni or sono da Rolando Benenzon, ma che già Pitagora aveva individuato quando affermava, sostanzialmente, che la musica triste guarisce le persone tristi e la musica stimolante guarisce le persone agitate e nervose. 

Uno dei primi testi trattanti il rapporto tra musica e fisiologia umana risale al 1748, quando Luis Roger, medico di Montpellier, pubblicò il "Traitédeseffects de la musiquesur le corpshumain" (Trattato sugli effetti della musica sul corpo umano) nel quale l'autore paragona il corpo umano, con il suo alternare di parti cave e dense, a più strumenti musicali.

Importante nel 700 è stato anche l'incontro tra il teologo, filosofo, medico e psicoterapeuta viennese F.A. Mesmer, autore della " Dissertatiophysico-medica de planetatuminfluxu" (Dissertazione fisico-medica degli influssi planetari,1766) e W.A. Mozart. Vedendo la gente entrare quasi in trance durante l'ascolto delle composizioni di Mozart , iniziò a utilizzarle per le sue sedute di ipnosi individuali collettive. Da parte sua, il compositore salisburghese, affascinato dal carisma e dalle capacità terapeutiche di Mesmer, lo citò in due opere: Così fan tutte (1790) e Il flauto magico (1791). Al 1811 risale, invece, un altro trattato, questa volta del medico-compositore italo-ungherese Pietro Linchental che studiò l'influenza della musica sul nostro organismo. A un altro medico francese, Chomet, si deve la pubblicazione del 1875 di alcuni suoi approfonditi studi sulle propietà terapeutiche della musica. Dopo il 1945, le ricerche diventano sistematiche in varie zone del globo fino alla creazione di cattedre universitarie dedicate alla Musicoterapia.

Risulta così che, nei secoli, la Musicoterapia sia sempre stata una terapia d'ascolto, nel senso che l'ammalato veniva curato tramite musiche suonate, cantate o anche ballate appositamente per lui, come nel tarantismo, tecnica coreutico-musicale di catarsi dà crisi psichiche, in cui una danzatrice impersona la 'taranta'. L'utilizzo consapevole del suono come elemento di aiuto terapeutico risale infatti alla metà del secolo scorso, quando vengono effettuati i primi "esperimenti musicoterapici" negli Stati Uniti in particolare su gruppi di reduci della seconda guerra mondiale. Negli ospedali da campo si diffuse l'usanza di utilizzare la musica durante le degenza attraverso la presenza di figure "canore"che sostenevano emotivamente i feriti cantando loro canzoni della terra natia. Il successo fu immediato e si moltiplicarono tecniche e metodologie, parallelamente all'ampliarsi del campo di applicazione. Poco dopo furono fondate tre delle più importanti organizzazioni di Musicoterapia. 

A partire da questo momento l'interesse per la Musicoterapia divenne sempre più cospicuo e lo studio di questa disciplina si diffuse dagli Stati Uniti a molti altri paesi del mondo. In Italia esistono, dal 1994, la CONFIAM (Confederazione italiana delle associazioni di Musicoterapia) con sede a Napoli, e la FIM (Federazione italiana musicoterapisti) sorta Bergamo nel 1998. La prima ha un'impostazione più psichiatrica, la seconda più musicale e artistica.

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