Definiamo la Musicoterapia...

...incanto e mistero della nostra vita!

La Musicoterapia è una modifica di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale per intervenire a livello educativo, riabilitativo e terapeutico. "Da un punto di vista scientifico, la Musicoterapia è un ramo della scienza che tratta lo studio e la ricerca del complesso suono-uomo, intendendo con suono un prodotto naturale o un artefatto musicale, per scoprire gli elementi diagnostici e metodi terapeutici ad esso inerenti. Da punto di vista terapeutico, la Musicoterapia è una disciplina paramedica che usa il suono, la musica e il movimento per produrre effetti regressivi e per aprire canali di comunicazione in grado di iniziare il processo trasformativo di recupero del soggetto".
La Federazione Mondiale della Musicoterapia definisce tale disciplina come l'uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapista qualificato con un cliente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione,
l'apprendimento, la motricità, l'espressione, l'organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. La Musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell'individuo in modo tale che il soggetto o la soggetto possano meglio realizzare l'integrazione interna e interpersonale e di conseguenza possono migliorare la qualità della loro vita grazie ad un processo preventivo riabilitativo o terapeutico. L'arte ha un ruolo di primo piano nella cura della salute, come ha avuto modo di esprimere il filosofo Maritain si tratta del potere di guarigione e dell'agente di spiritualizzazione più naturale di cui abbia bisogno la comunità umana. Le arti vengono considerate generalmente realtà troppo nobili alte per entrare e plasmare la vita di persone comuni, ma nella realtà spesso accade il contrario: l'arte può aiutare l'uomo a fermarsi per osservare, riflettere e contemplare, per arrestare quindi il fluire e refluire delle azioni e delle passioni, per immobilizzare
la vita spirituale e guardarla. In questa condizione è possibile capirsi più profondamente e giungere ad una piena consapevolezza di sé, fermarsi per cogliere il significato della realtà, per fare scelte consapevoli e progettare la propria vita. Ma al contempo la stessa opera d'arte è il riflesso di modi
di pensare, vivere, sentire dell'artista che continuamente corregge, sostituisce, rifà. Tra tutte le arti la musica è forse la più misteriosa. Fin dalla vita prenatale, il feto avverte costantemente il ritmico battere del cuore e la ciclicità del respiro materno. Poi, nella sua vita, l'uomo sarà sempre accompagnato dalla musica, dai suoni e dai canti, fino alla morte. La musica va considerata da un lato un linguaggio non verbale, dall'altro un mezzo di comunicazione dell'emotività. Quando la si ascolta essa ci suggestiona, ci eleva, ci anima, ci culla, ci rattrista, ci turba. Rende più importanti noi è il mondo in cui risuona, sia esso il mondo di ogni giorno o quello fantastico di un film o di una pièce teatrale. Illumina particolare oggetti, avvenimenti, espressioni o gesti di per sé irrilevanti dando loro un nuovo significato. In questa prospettiva la musica ha il potere di valorizzare anche gli aspetti più semplici e minuscoli della vita, di evidenziare i moti emotivi e affettivi più intimi, di rendere più familiare e umano il mondo esterno, così che niente vada disperso e tutto sia asservito all'essere umano.
P.S. La musica che spesso risuona illumina, evidenzia, sottolinea e valorizza il mio quotidiano è...?

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