I fatti della Campania

Il racconto dei principali eventi di cronaca regionale nell’ultima settimana di ottobre. Suicida 19enne rimproverato dai genitori. Ucciso con un colpo alla testa e chiuso nel bagagliaio. Camionista uccide due giovani a Ercolano scambiandoli per ladri.

È deceduto il ragazzo diciannovenne originario di San Salvatore Telesino, Pier Francesco Carofano, che, dopo essere stato richiamato dai genitori per essere rientrato tardi a casa, si era sparato con una pistola. Il giovane, immediatamente soccorso dai sanitari del 118 e trasportato all’ospedale di Benevento, per la gravità della condizioni era stato trasferito con l’elisoccorso nel reparto di Rianimazione dell’ospedale del Mare di Napoli. Sul dramma familiare, accaduto all’alba, stanno indagando i Carabinieri che hanno sequestrato l’arma legalmente detenuta dal papà. Incredulità e stupore in tutta la comunità locale per il gesto estremo del giovane..

La polizia indaga sulla morte di un uomo di etnia rom, Bruno Radosaljevic, 33 anni, il cui corpo è stato ritrovato nel bagagliaio di una vettura e successivamente trasportato in fin di vita all’Ospedale del Mare di Napoli da un equipaggio del 118. Al Pronto soccorso i medici ne hanno constatato l’avvenuto decesso, riscontrando sul cadavere i segni di una ferita lacero contusa alla testa e la sospetta frattura del braccio destro. Dalle ricostruzioni sembrerebbe trattarsi di una vera e propria esecuzione per un regolamento di conti. L’uomo, di nazionalità serba, sarebbe stato prima picchiato, poi gli sarebbe stata rotta la testa e, infine, sarebbe stato chiuso nel vano posteriore di un’automobile. Il corpo è stato ritrovato in via Vicinale detta Melitiello tra i comuni di Melito e Casandrino. Nel campo rom, e poi nei pressi dell’ospedale, sarebbe scattata una rivolta da parte di amici e parenti di Radosaljevic, i quali per alcune ore avrebbero assediato il pronto soccorso e reso necessario l’intervento di carabinieri, polizia e guardia di finanza in assetto anti-sommossa.

Due studenti incensurati di Portici, Giuseppe Fusella, 26 anni e Tullio Pagliaro, 27 anni, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco in località San Vito a Ercolano. A sparare sarebbe stato un camionista accusato di duplice omicidio aggravato. Chi avrebbe aperto il fuoco è Vincenzo Palumbo 53 anni, un autotrasportatore che abita in una villetta di via Marsiglia con moglie e figlia. L’uomo, che parrebbe essere stato vittima del furto dell’autovettura a settembre di quest’anno, avrebbe esploso diversi colpi con una pistola detenuta legalmente. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti. Secondo una prima ricostruzione i due giovani, di ritorno da un campo di calcetto poco distante dal luogo della tragedia, si sarebbero fermati a scambiare due chiacchiere in auto intorno all’una di notte, quando sono stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco. Le salme dei due giovani sono state trasportate al Secondo policlinico di Napoli per i rilevi di rito. Il numero dei colpi di pistola esplosi, undici, e la sequenza, come la direzione, rivelerebbero «una condotta intenzionalmente e senza giustificazione rivolta a cagionare la morte». Non sembrano avere alcun dubbio, i carabinieri e la Procura di Napoli. I due ragazzi uccisi non sono stati trovati in possesso di armi da fuoco o di altro genere. Nell’auto non c’erano strumenti “da scasso” e neppure indumenti per travisare il volto o rendersi irriconoscibili. Inoltre, nessuno degli elementi raccolti dai inquirenti fa ritenere che i due ragazzi fossero in procinto di commettere un furto o una rapina.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

....

Raccontiamo nuove storie

Commenta

Top