I fatti della Campania

Il racconto dei principali eventi di cronaca regionale nella prima settimana di novembre. Rimane in carcere il camionista che ha sparato ai due giovani di Portici. Immigrato ivoriano rende pubblico audio con minacce di morte del datore di lavoro. Domiciliari per direttore Caritas Benevento accusato di pedopornografia.

Due studenti incensurati di Portici, Giuseppe Fusella, 26 anni e Tullio Pagliaro, 27 anni, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco in località San Vito a Ercolano. A sparare è stato il camionista Vincenzo Palumbo 53 anni, accusato di duplice omicidio aggravato. L’arma utilizzata è una pistola Beretta calibro 40 con cui sono stati esplosi 11 colpi contro la Fiat Panda che trasportava i due giovani a bordo. Cinque ogive hanno raggiunto l’auto, colpita mentre si stava allontanando. I due sono stati raggiunti alla testa dai colpi di pistola, dopo che i proiettili hanno perforato il tetto dell’autovettura. A confermare che i colpi sono stati esplosi mentre l’auto si allontanava, sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite dagli inquirenti.

L’immigrato ivoriano Zoumana Karidioula, 34 anni, è arrivato in Italia su un barcone e, dopo quattro anni, aspetta soltanto di poter lavorare. Vessato per anni dal suo datore di lavoro è uscito allo scoperto, denunciando alla Polizia le minacce subite, dopo l’ennesima richiesta di un contratto che gli permettesse di regolarizzare la sua presenza in Italia. Nel video, reso pubblico, il meccanico racconta gli episodi di violenza e gli insulti a sfondo razziale subiti, gli schiaffi presi per futili motivi. Si denuncia anche una paga misera e vane promesse di un cambio di atteggiamento e di un regolare contratto, formulate dal datore di lavoro ogni volta che andava via. Quando il principale ha temuto veramente di perderlo, è diventato ancora più cattivo minacciando addirittura di ucciderlo, a fronte di una semplice richiesta di legalità. La spavalderia ha portato in maniera incauta a inviare tracce audio minacciose, che adesso sono al vaglio delle forze dell’ordine.

È agli arresti domiciliari Don Nicola De Blasio, parroco a Benevento e direttore della Caritas diocesana, indagato per detenzione di materiale pedopornografico. La misura cautelare, decisa dal gip del Tribunale di Benevento, scaturisce da un’indagine della Procura di Torino e da una perquisizione della Polizia Postale che ha rinvenuto dei file pedopornografici su un computer in uso al sacerdote. I legali di Don Nicola avrebbero giustificato il possesso del materiale, da parte del loro assistito, in quanto appartenente ad un dossier che il sacerdote aveva raccolto per documentare il fenomeno della pedopornografia nella Chiesa. Gli avvocati avrebbero anche riferito che il pc sul quale si trovavano i file non era funzionante e che, per una sorta di dimenticanza, quei file non erano stati più cancellati dopo che il sacerdote aveva interrotto l’indagine, avendo capito che non poteva continuare a farlo senza alcuna autorizzazione. La prima visualizzazione dopo tanti anni sarebbe stata quella degli agenti che sono andati a perquisire il computer. Il prete è stato sollevato dall’incarico come parroco della Chiesa di San Modesto, al Rione Libertà, e come direttore della Caritas.

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