La cronaca della Campania dal 03/10 al 09/10

Il racconto dei principali eventi regionali nella prima settimana di ottobre. Muore 22enne in uno scontro tra auto a San Tammaro. Ucciso 23enne incensurato nipote di un boss di Ponticelli. Si aprono voragini nelle strade di Napoli.

Tragico incidente stradale a San Tammaro, nel Casertano, dove ha perso la vita un ragazzo 22enne, Davide Castellan di Calvi Risorta. La vittima viaggiava a bordo di una Fiat 600 quando ha impattato, nei pressi della casa circondariale Francesco Uccella, contro una Jeep Compass a bordo della quale viaggiava un avvocato. Nel violentissimo scontro il giovane è rimasto incastrato tra le lamiere della sua auto ed è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per liberarlo dall’abitacolo accartocciato della vettura. L’incidente, avvenuto sulla strada statale 7bis, ha coinvolto tre auto. Ferite altre due persone che viaggiavano a bordo della 600 ed il conducente del Suv. Nell’impatto è rimasta ferita anche la conducente di una terza vettura che procedeva dietro la Jeep. Il Sindaco di Calvi Risorta Giovanni Lombardi e l’Amministrazione Comunale hanno espresso cordoglio per il profondo dolore che ha colpito la famiglia del giovane scomparso tragicamente: «Che il nostro affetto e la nostra vicinanza giungano alla famiglia di Davide in queste ore di immensa commozione».

Un giovane 23enne incensurato, Carmine D’Onofrio, è morto dopo essere stato ferito gravemente con sette colpi di pistola a Napoli. D’Onofrio si trovava a bordo della sua Panda con la convivente incinta, alle due di notte, quando è avvenuto il raid dei killer. La vittima è il figlio illegittimo di Giuseppe De Luca Bossa, a sua volta fratello dell’ergastolano Antonio De Luca Bossa, detto “Tonino ‘o sicco”, ritenuto dagli inquirenti uno dei criminali più pericolosi della camorra partenopea ed elemento di vertice dell’omonimo clan di camorra del quartiere Ponticelli. Il clan, secondo gli inquirenti, avrebbe guadagnato posizioni nello scacchiere malavitoso di Napoli est. Per il giovane, trasportato da alcuni familiari all’ospedale Villa Betania, non c’è stato niente da fare. Si tratterebbe di una vendetta trasversale dalla matrice camorristica che induce gli inquirenti a ipotizzare come mandante la famiglia rivale, che si contende il mercato delle estorsioni e del traffico di droga. A innescare la faida, secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, sarebbe stata la scarcerazione di un boss che, tornato in circolazione, starebbe riorganizzando il sodalizio criminale e rinnovando le intese sul territorio per estromettere le cosche rivali.

Si aprono voragini nelle strade di Napoli dopo le forti piogge degli ultimi giorni. Chiusa l’uscita della tangenziale a Fuorigrotta in direzione Soccavo-Pianura a causa di un crollo avvenuto a lato della carreggiata di via Rotondella. Lo sprofondamento si aggiunge a quello di via Cinthia. Un’enorme voragine si è aperta anche a Posillipo, nei pressi del Parco Virgiliano, dove è ceduto un tratto di strada in via Tito Lucrezio Caro, dove già in passato si sono verificati cedimenti e avvallamenti. Preoccupati per la sicurezza gli abitanti della zona, cittadini esasperati e amareggiati per le condizioni in cui versa uno dei luoghi più belli della città: pini tagliati, buche, marciapiedi rotti, strade dissestate e voragini. Il maltempo ha creato danni anche a via Manzoni, una strada molto frequentata, dove si è aperta una buca all’altezza del civico 1. Traffico in tilt e presidio della polizia municipale e della protezione civile. Le voragini sono conseguenze della bomba d’acqua abbattutasi sulla zona occidentale di Napoli e l’area flegrea. A Napoli sono circa 160 le voragini censite negli ultimi 10 anni: quasi quante ne sono state registrate in 100 anni, dal 1915 al 2012. La città di Napoli, come Roma, ha una vasta rete di cavità sotterranee artificiali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

....

Raccontiamo nuove storie

Commenta

Top