Riccardo Muti e la critica alla campagna elettorale: “Napoli, scètate!"

Alla vigilia delle elezioni il noto direttore d'orchestra napoletano ha espresso la propria opinione sui programmi e le promesse dei candidati sindaco alle prossime elezioni. Cultura, rifiuti e periferie gli argomenti toccati da Riccardo Muti nel suo intervento.

Nelle grandi maratone i partecipanti si costruiscono il vantaggio pian piano, aumentando il passo gradualmente. Arrivati alla fine, che sia necessario o meno, tutti compiono lo sprint finale per concludere al meglio, con un ottimo tempo, la gara. Allo stesso modo si comportano i candidati per le elezioni comunali, che ormai sono alle porte: i sondaggi premiano chi ha convinto di più e chi ha saputo irrobustire i propri programmi, ma tutti sono chiamati allo sprint finale.

Durante una gara spesso però capita che lo spettacolo sia rovinato da un disturbatore che ostacola i corridori e modifica la gara. Il disturbatore, ma in senso totalmente positivo, nel nostro caso è il noto direttore d’orchestra, Riccardo Muti.

Muti infatti, rivolgendosi al futuro sindaco, ha fatto presente quali dovrebbero essere i problemi che necessiterebbero di una risoluzione istantanea. Il suo intervento è animato da un grande spirito critico, che fa vacillare i programmi dei candidati, i quali forse avevano troppo trascurato queste problematiche.

Innanzitutto, spazio alle periferie e alle zone degradate, ma anche alla cultura:

 

«A Scampia prima di ogni altra cosa, per incontrare i giovani dell’orchestra e dare un riconoscimento a questi piccoli eroi». «Napoli va riportata allo splendore del passato. È unica e bisogna meritarla, anche se oggi il suo centro storico è stuprato» (Fonte: Repubblica)

 

L’appello di Muti ha avuto profonda risonanza tra i candidati, che singolarmente hanno commentato le sue parole. Gaetano Manfredi, Catello Maresca e Antonio Bassolino hanno fortemente sostenuto le idee di Muti e hanno affermato che le questioni sollevate saranno le prime ad essere risolte in un eventuale percorso al comune. Alessandra Clemente, unica voce fuori dal coro, invece critica le parole del direttore d’orchestra:

 

«Per descrivere il nostro centro storico, il Maestro ha utilizzato un’immagine molto forte che non riesco a condividere in pieno. Napoli dieci anni fa viveva in un torpore culturale e civile, devastata dall’emergenza rifiuti e dalle faide di camorra che l’avevano emarginata a reietta d’ Italia» (Fonte: Repubblica)

 

La corsa al comune sta per terminare e un intervento come questo rende “gli ultimi 100 metri” molto interessanti, visto che tocca degli argomenti molto delicati e che hanno la massima attenzione dell’opinione pubblica.

Le previsioni e le speranze di Riccardo Muti sono, dopotutto, quelle di ogni cittadino napoletano che ripone in queste elezioni tanta fiducia, dopo un periodo devastante e debilitante.

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