Napoli, Antonio Ligabue in mostra al Maschio Angioino

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L’11 ottobre scorso, nella Cappella Palatina di Castelnuovo, meglio conosciuto da tutti come Maschio Angioino, a Napoli, è stata inaugurata la mostra monografica e retrospettiva del pittore e scultore elvetico trapiantato in Emilia Romagna, Antonio Ligabue (1899-1965).

La mostra, curata da Sandro Parmiggiani in un allestimento realizzato da “Cor”, la società di Alessandro Nicosia, con il contributo della Fondazione Antonio Ligabue di Gualtieri e per volontà dell’assessorato di Nino Daniele alla Cultura e al Turismo, espone al pubblico ben 80 opere di cui 52 oli, sette sculture in bronzo, otto disegni e quattro incisioni dell’artista considerato un’icona dell’arte cosiddetta naïf, o una specie di misterioso Van Gogh italiano. Quasi un riscatto per il “pittore contadino” denominato El Matt dagli abitanti di Gualtieri, le cui opere non si trovano nei musei e spesso rigettato dalla critica. Espressione di una vita sui generis segnata anche da tanta sofferenza, la pittura di Ligabue sembra essere a tratti violenta e primitiva, alla ricerca di quella spontaneità non legata a norme accademiche o alle leggi del mercato dell’arte. Ligabue, era, come ha ricordato il curatore Sandro Parmiggiani «un vero artista d’avanguardia, con le caratteristiche di uno sciamano», che si appendeva uno specchio al collo per ricordare a tutti quello che siamo, faceva i versi degli animali o ne assumeva le pose per assomigliare a quello che raffigurava. In effetti, la parte più affascinante dei suoi lavori sono i quadri dedicati agli animali dei quali Ligabue diceva: “Io so come sono fatti anche dentro“. Dai cavalli e umili buoi al lavoro, alle tigri dalle fauci spalancate, i leoni mostruosi, i serpenti e le aquile, insomma una vera e propria giungla immaginata fra i boschi del Po. L’esposizione che sarà al Maschio Angioino fino al 28 gennaio 2018, è disposta in corsie cronologiche che inquadrano il pittore nei diversi periodi della sua parabola artistica (1928-’39;’39-’52; ’52-’62) e vuole essere dunque, un modo per portare alla conoscenza del pubblico uno degli artisti più interessanti del 900. Sarà possibile visitare la mostra dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 19:00 (biglietto intero 10 euro, ridotto 8 euro e comprende anche la visita al Museo Civico), mentre la domenica dalle 10:00 alle 14:00 (intero 8 euro, ridotto 4 solo per la mostra), la biglietteria chiude un’ora prima.


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