Glob(e)al Shakespeare: un progetto di Gabriele Russo

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Il Teatro Bellini di Napoli ospita uno dei progetti più interessanti del 2017: ricreare a Napoli il teatro del più grande drammaturgo mai esistito: William Shakespeare.

Glob(e)al Shakespeare si propone di portare in scena al costo di 25 euro a persona ( 22 ridotto e 15 studenti), due spettacoli a tema shakespeariano. Dal 10 al 15 (con replica il 26 ottobre) Gabriele Russo ha proposto Il Racconto d’Inverno e L’Otello. Le storia di quest’ultima tragedia è molto famosa: Il militare Iago, irritato dalla notizia che il suo generale – il nobile MoroOtello, al servizio della Repubblica di Venezia ha preferito nominare luogotenente non lui ma il fiorentino Michele Cassio, comincia i macchinare diabolicamente piani di vendetta. Iago, a cui è stata conc essa soltanto la carica di alfier, sa che Otello ha segretamente sposato la bella figlia del senatore Brabanzio e decide di recarsi, quella stessa notte, in compagnia di Roderigo (gentiluomo veneziano innamorato di Desdemona, che l’alfiere piega con l’astuzia alla propria volontà), sotto la finestra del senatore per rivelargli che sua figlia è fuggita via con il Moro. Brabanzio, ferito nel suo orgoglio di uomo e nel suo cuore di padre, denuncia l’accaduto al Doge di Venezia, sostenendo che Otello ha stregato la sua giovane figlia. Ma il Doge, all’ascolto delle parole di Otello e Desdemona che, sinceramente innamorati, narrano la loro storia, non prende alcun provvedimento contro il generale. Gli annuncia, però, che deve imbarcarsi immediatamente alla volta di Cipro, minacciata dall’attacco dei turchi. Desdemona supplica il Doge di poter seguire suo marito e viene accontentata. A Cipro approdano Otello e Desdemona, Iago e sua moglie Emilia, Michele Cassio e Roderigo. Il piano di Iago – i cui sviluppi vengono di volta in volta annunciati agli spettatori dagli a-parte dello stesso alfiere – prosegue con l’organizzazione di una rissa tra Roderigo e Cassio, allo scopo di far perdere a Otello la stima nei confronti dell’uomo da lui nominato luogotenente. Iago aizza Roderigo contro Cassio facendogli credere che sta corteggiando Desdemona. Fa poi ubriacare il luogotenente. I due si azzuffano e si feriscono a sangue. Otello, infuriato, punisce Cassio privandolo del suo alto grado. A questo punto, Iago avvicina il giovane fiorentino e lo persuade che per ottenere il perdono del Moro deve chiedere l’intercessione di Desdemona. Fa dunque in modo che Cassio si accosti più volte alla moglie del generale e che il generale, non visto, li veda. Contestualmente, con l’arguzia del linguaggio – la sua arma più letale – Iago instilla in Otello una gelosia che si fa sempre più feroce, divenendo indomabile nel momento in cui, a seguito dell’ennesimo stratagemma di Iago, Otello vede nelle mani di Cassio il fazzoletto che aveva donato a sua moglie come pegno di amore e fedeltà: si tratta, per lui. della prova inconfutabile e decisiva dell’adulterio. Completamente divora to dal «mostro verde» della gelosia, Otello si reca nella stanza di Desdemona e la soffoca con un cuscino. Qualche attimo dopo, mentre l’innocente sposa giace morta sul letto, accorre Emilia che comprende l’accaduto e chiarisce ogni cosa a Otello. Il Moro di Venezia, soffocato dal dolore, si pugnala a morte. La trama del Racconto d’Inverno racconta invece: Dopo aver trascorso nove mesi in visita presso il suo amico Leonte, re di Sicilia, re Polissene di Boemia decide di far ritorno in patria. Leonte vorrebbe trattenerlo ma, non riuscendovi, prega sua moglie, la regina Ermione, di parlargli in sua vece per convincerlo a restare. Ermione riesce nell’intento, ma Leonte, in preda a una repentina gelosia, si convince che lei e il re di Boemia siano amanti e che il bambino che la donna porta in grembo sia figlio di Polissene, di cui decreta la morte per mano di Camillo, barone di Sicilia. Ma Camillo, in preda agli scrupoli, avverte Polissene dei propositi di Leonte e parte con lui alla volta della Boemia dal momento che adesso aa che la sua vita è in pericolo. Leonte fa rinchiudere Ermione in prigione e qui la regina, a causa del dolore per le accuse subite, dà prematuramente alla luce una bambina che viene chiamata Perdita. Leonte, sempre pili furioso, preleva la neonata e la affida ad Antigono, un altro dei suoi baroni, perché la sopprima. Nel frattempo, giunge il responso dell’Oracolo di Delfi che, interpellato da Leonte in merito alla presunta colpevolezza della moglie, scagiona la donna. Contemporaneamente si diffonde la notizia della scomparsa dell’altro figlio di Ermione, Mamillio, morto di crepacuore a causa delle infamanti accuse rivolte alla madre: la regina viene colta da malore ed è soccorsa da Paolina, moglie di Antigono, che poco dopo ne annuncia la morte. Intanto, Antigono giunge sulle coste della Boemia dove abbandona la piccola Perdita, ma non può far ritorno in patria poiché viene ucciso da un orso mentre la nave che lo aveva condotto in quelle terre affonda. La bimba viene raccolta e allevata, ignara dei suoi natali, da un contadino e un pastore. Trascorsi quindici anni e divenuta una bellissima fanciulla, Perdita si innamora, ricambiata, di Florizcl, figlio di re Polissene. Il re, però, intima al figlio di desistere, ma il giovane, dietro consiglio di Camillo, parte alla volta della Sicilia e si presenta assieme a Perdita al cospetto di Leonte, con il pretesto di voler scagionare suo padre dalle accuse di adulterio mossegli anni prima. Nel frattempo giungono in Sicilia anche Polissene, partito all’inseguimento del figlio, Camillo, e i pastori che avevano raccolto Perdita sulla spiaggia. Viene cosi rivelata la vera identità della fanciulla, ma la gioia di Leonte è offuscata dal dolore per la moglie ormai perduta per sempre. Paolina, nella cui casa gli astanti si sono riuniti per festeggiare, mostra una starna che riproduce perfettamente le sembianze di Ermione e rivela che, in realtà, si tratta proprio della regina, cosi trasformata da un incantesimo per impedirle di morire di dolore. Quando Leonte bacia la statua, questa riprende vita e i coniugi si riconciliano. Le nozze fra Perdita e Florizel e fra Paolina e Camillo rendono generale il lieto fine.


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