Si è spento don Antonio Riboldi, vescovo anti-camorra

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E’ deceduto ieri a Stresa in Piemonte, nella casa dei rosminiani, all’età di 94 anni don Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra (Na), diocesi dove ha svolto il suo ministero pastorale dal 1978 al 1999. Da tutti ricordato come pastore anti-clan, fu anche il vescovo dei terremotati del Belice in Sicilia. Nato il 16 gennaio 1923 in Tregasio, frazione di Triuggio in Brianza, prete rosminiano dal 1951, avrebbe voluto intraprendere una carriera accademica ma fu mandato in Sicilia nel 58 dove divenne il pastore di tanta gente abbandonata a se stessa specie dopo il terribile terremoto che colpì la zona compresa tra le provincie di Trapani, Palermo e Agrigento nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, gridando forte contro i soccorsi mancati e gli speculatori ottenendo anche insulti e minacce da chi in realtà voleva speculare sulla pelle dei poveri. Finita l’emergenza terremoto, nel 1978 fu nominato da Papa Paolo VI, vescovo di Acerra (Na) dove riuscì a rianimare una diocesi ormai spenta in terra di camorra e di enorme degrado socio-economico. E’ stato anche in questi anni un pastore attento, capace di ascoltare le voci degli ultimi ma soprattutto è noto il suo forte contrasto alla camorra con numerose iniziative tese a strappare potere ai camorristi come quando negli anni 80 organizzò la storica marcia con migliaia di giovani ad Ottaviano, feudo indiscusso di Raffaele Cutolo che incontrò e confessò poi in carcere. Anche in questo caso, riceve minacce, avvertimenti, attacchi. Lo Stato gli assegna la scorta ma lui non si ferma, anzi la sua diventa la voce più autorevole e coraggiosa che si staglia contro i clan. Nel 1999 si ritira per sopraggiunti limiti di età ma non si fermerà neanche stavolta, don Antonio continua a viaggiare e a tenere convegni e a far sentire la sua voce anche tramite internet dove pubblica le sue omelie.”Profondo, indelebile è il legame che unisce la Chiesa acerrana al suo ‘don Antonio’, tanto da associare ancora oggi la città al nome del suo vescovo emerito. Legame rimasto tale anche dopo la rinuncia del presule all’esercizio episcopale, tanto da scegliere di rimanere a vivere in città continuando a celebrare Messa nella Chiesa dell’Annunziata, e da dichiarare più volte pubblicamente la volontà di essere seppellito in Cattedrale“, si legge nella nota della Curia acerrana. E ad Acerra si svolgeranno i funerali mercoledì alle 15 e lì verrà anche sepolto.


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