Odette Marucci, ballerina da carillon nell’idillio di una palla di neve

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“È fondamentale che i nostri bambini si avvicinino all’arte: portateli a teatro! È un’occasione preziosissima per godere della bellezza con un senso di rispetto, ma soprattutto, con gli occhi della meraviglia, riscoprendo le grandezze che ci circondano.” È, così, con le parole dell’Assessore all’Istruzione, Rossella Del Prete, che comincia la favola.  Quale? Quella natalizia per antonomasia, la più magica e suggestiva di tutti i tempi: Lo Schiaccianoci (1816) di Hoffmann, con successivo balletto e musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1891).  “Tra l’altro fu anche l’opera prima, con la quale la Compagnia del Balletto si presentò alla città qualche anno fa” prosegue la Del Prete. Era, infatti, il 2012, sempre presso il Cinema Teatro Massimo di Benevento.

Cinque anni dopo, mercoledì 13 dicembre 2017, ore 18,30: fuori è buio, una serata piovosa e molto umida, ma dentro la sala è calda ed accogliente. Una leggera penombra fa penetrare in punta di piedi in una vera e propria atmosfera fiabesca: il sipario è ancora chiuso, ma le tendine sono blu scuro come il cielo, sulle quali viene proiettata in un gioco di luci ed ombre la caduta di candidi fiocchi di neve.

Calda, chiara e forte, è anche la voce di un narratore d’eccezione: dizione perfetta, sapiente regia con incantevoli effetti speciali per bambini. Si tratta di Pier Paolo Palma. Il sipario si apre su un maxi schermo che costituisce la scena sul palco. Fuori una bufera di neve, dentro, in contrasto, viene ricreata assai verosimilmente l’atmosfera di calore umano e di raccoglimento, tipica del Natale: bastano un albero di Natale addobbato, un caminetto col fuoco acceso e l’attesa di tanti ospiti sul punto di arrivare. Comincia la festa, la protagonista Clara, interpretata da Lara Guglielmucci, è una bambina frizzante e vivace che saltella sul palco con impazienza, mentre accoglie le sue coetanee.  È la giovialità di una fanciullezza ingentilita- ma non di certo frenata, piuttosto espressa- dalla dolcezza dei passi di danza: precisi, ma leggeri, incalzanti e dinamici, a tratti nervosi. L’ospite più atteso, è, infatti, il padrino Drosselmayer, interpretato da Eugenio Delli Veneri, il quale ben si destreggia nei panni del carismatico personaggio che incanta tutti con le sue magie e reca con sé un sacco pieno di doni. A Clara uno schiaccianoci davvero speciale, ma l’irrequieto fratello Fritz, interpretato da Sergio Minervini, indispettito, in una danza fatta di continui saltelli insolenti, che è anche e soprattutto resa del suo capriccio infantile, non lo maneggia con cura, finendo per romperlo.

Clara, intristita e adirata, a festa finita va a letto, ripensando alla triste sorte del suo schiaccianoci, quando, improvvisamente le si materializzano alla vista tutti i giochi portati dal padrino che prendono vita: è la marcia dei topi e dei soldati guidati dal re, che muovono contro il suo amato schiaccianoci, magistralmente interpretato da Michele Storto. Clara interviene in sua difesa ed improvvisamente tutto si trasforma: lui è il Principe Hans liberato dal sortilegio e nipote di Drosselmayer, lei la Principessa Maria, interpretata dalla graziosa ed elegante leggiadrìa di Odette Marucci, ed insieme ballano un valzer nella foresta di abeti, baciati da candidi fiocchi di neve. La seconda parte della pièce è ambientata presso il castello magico sulla montagna dei dolci, uno scenario molto originale, dove si avvicendano una serie di coppie golose a recare i loro omaggi ai Principini: la raffinata Fata degli zuccheri, interpretata da Lucrezia Delli Veneri, che nei suoi assoli coniuga bellezza e rigore di un’arte difficile, quale il classico (vestito rosa), facendola sembrare semplice; la coppia Cioccolato della Spagna, efficacemente rappresentata da Giselle Marucci e Francesco Panebianco, nell’essenza maliziosa e  tentatrice di quello che è il più persuasivo dei peccati di gola, sublimata in una danza catalana, che a tratti- specie nei costumi e nei colori forti (rosso e nero) – richiama il tango; la simpaticissima coppia Thé Cinese, interpretata da Alessia Valentino e Sergio Minervini, il gusto di un certo sperimentalismo nei movimenti, sincronizzati, anche se contrapposti; la coppia Caffè dell’Arabia, aroma orientale nelle musiche e nei movimenti, costituita da più persone; il Marzapane, interpretato con grande dolcezza da Cristina Ricciardi e la coppia Bastoncini di zucchero candito, impersonata da Ilaria Mandato e Francesco Panebianco in un sincronismo convulso ed estremamente dinamico. La coppia dei principini sovrasta, tuttavia, la scena, in una danza passionale che è espressione del coronamento d’un sogno d’amore. La principessa Maria scivola dolcemente sulla neve, i suoi piedi quasi non toccano terra, lasciandosi guidare dal Principe Hans. È la straordinaria grazia e delicatezza nei movimenti di Odette Marucci, amabilmente coordinata alla prontezza di Michele Storto. Ogni passo di danza esprime un’emozione d’amore ed aggiunge un tassello alla storia da sogno che stanno vivendo. La principessa Maria, con la complicità del principe Hans disegna continue piroette sotto candidi fiocchi: una ballerina da carillon ed il suo partner incorniciati nell’idillio di una palla di neve da collezione.

Il deus ex machina è Carmen Castiello, fondatrice della Compagnia, insegnante del Centro Studi (allo spettacolo hanno, infatti, preso parte, sia, i professionisti, sia le allieve, dalle grandi alle più piccine in una sapiente e studiata commistione di ruoli) nonché Direttore Artistico che ha ripreso la coreografia di Marius Petipa, grazie all’aiuto di Ornella Mirra, della make up artist Giorgia De Conno e del fotografo Diego Orlacchio.

Carmen augura Buon Natale a tutti, concludendo: “Il classico è una cosa complicata, però affascinante. È bellissimo che i ragazzi si emozionano col Balletto classico, una musica che sembra così difficile, ma che in realtà, poi, appartiene proprio alla vita dell’umanità.”


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