Possibile Napoli risponde al sindaco de Magistris, chiedendo sicurezza e rispetto per i cittadini!

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A Napoli, capitale del Sud e terza città di Italia, sta emergendo sempre più il problema legato alla pericolosità del territorio. È possibile individuare molteplici motivazioni, ognuna delle quali meriterebbe una profonda analisi e un corretto approfondimento. Alcuni motivi sono, altresì, più evidenti di altri vedasi i dati relativi all’incremento della delinquenza, anche giovanile. Risulta, infatti, assurdo vivere in un contesto sociale nel quale le famiglie sono soggiogate, loro malgrado, da ansie legate a cosa fanno o a dove sono i propri figli o nipoti. Sempre più crescenti sono, difatti, episodi nei quali i giovani rimangono aggrediti da loro coetanei immotivatamente o, ancora, in luoghi come la scuola o il calcetto che per antonomasia dovrebbero essere porti sicuri e sereni. Troppo facile e insensato, risulta addossare la colpa di tali situazioni a questioni come l’immigrazione o l’incidenza più o meno profonda di alcune serie tv. La causa è, invece, il disinteresse costante verso le problematiche sempre più evidenti di un territorio che risulta essere ancor più incontrollato quanto popoloso. È lo Stato, sono le istituzioni assenti gli artefici del ripetersi di ogni episodio di micro e macro criminalità. Napoli è una città accogliente, che non ha mai avuto bisogno di fili spinati o di ordinanze di restrizione. Ma il senso di accoglienza deve essere reale, pratico, sentito, non un inno a se stessi da sbandierare senza alcun atto concreto e produttivo. Qui sorge l’ esigenza di realizzare strutture apposite, un serio coordinamento territoriale per favorire la più adeguata e dignitosa sistemazione delle persone immigrate. Tale organizzazione, si intende, non può essere demandata o autografata dai cittadini napoletani. Napoli è una città ricca di cultura, musei, chiese, strade storiche, luogo natio di tanti artisti, scrittori, orefici, stilisti, ma è una città abbandonata a se stessa in quanto nonostante le mille opportunità che offre resta una mera “potenzialità”. Non vi sono, infatti, politiche adeguate che tutelino effettivamente i giovani sin dalla primissima età. Il tasso di dispersione scolastica è sempre crescente, nessuna opportunità è offerta a chi dopo un percorso scolastico di grado superiore non voglia continuare gli studi. Sono, quindi, le istituzione a favorire la dispersione culturale dei giovani che si perdono dell’ignoranza delle strade. È una realtà, questa, in cui solo coloro che hanno la fortuna di provenire da una famiglia culturalmente ed economicamente elevata ha la possibilità di costruirsi un futuro. Una realtà dove da municipalità a municipalità da quartiere a quartiere le differenze risultano abbissali.Ciò è aberrante! Tutto questo non può che portare ad un risentimento e ad una rabbia sociale crescente dei cittadini. Non siamo, certamente, dei buonisti e non vogliamo legittimare in alcun modo nessun tipo di violenza, ma sentiamo di dover individuare con coraggio il vero imputato: lo Stato e tutte le istituzioni.


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