A Napoli giungono i Longobardi, l’attesa mostra al Mann.

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Il 20 dicembre è stata inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”. Dopo essere stata allestita a Pavia, l’esposizione sarà visitabile al pubblico partenopeo fino al 25 marzo 2018 per poi essere trasferita all’Ermitage di San Pietroburgo in Russia. Curata da Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi, organizzata da Villaggio Globale International, si tratta di una mostra di ampio respiro, dalla metà del VI secolo alla fine del primo millennio, che ci aiuta a ricostruire le sfide economiche e sociali affrontate da un popolo che ha davvero cambiato la storia e il territorio italiano. Guidati da Alboino, nel 568 i Longobardi varcarono le Alpi Giulie per espandersi in terra italiana e determinare mutamenti profondi in Europa. Pavia diventò loro capitale e in Campania conquistarono Benevento, Capua e Salerno, tentando invano di entrare anche nella Napoli bizantina. Al Mann saranno visibili oltre 300 reperti tra monili, armi e armature, manoscritti, epigrafi e oggetti di ogni tipo prestati da circa 80 musei ed enti, 32 siti e centri longobardi presentati in mostra; 58 corredi funerari esposti integralmente oltre a video,installazioni multimediali e centinaia di materiali conservati nello stesso Museo. Tantissimi gli studiosi che hanno partecipato allo studio e alla pubblicazione del catalogo edito da Skira con l’imponente analisi di quello che accadde a seguito dell’invasione dei Longobardi, con la frammentazione dell’Italia sul piano territoriale e politico. Interessante è anche il collegamento tra la mostra e altri siti napoletani che hanno legami con quel periodo storico come le Catacombe di San Gennaro, il Museo del Tesoro di San Gennaro e la Chiesa delle Anime del Purgatorio. Per la prima volta in un Museo di arte antica sarà possibile addentrarsi nella cultura di un popolo che si sviluppa in seguito alla caduta dell’Impero Romano, infatti, secondo il direttore Paolo Giulierini:«Ci siamo affrancati dall’idea classica di archeologia per esplorare l’età tardo antica, attraverso un nuovo tema che esalta la complessità della cultura campana, che non è solo cultura greco-romana, ma anche di tradizione germanica, vogliamo invitare i tanti visitatori a cogliere le infinite sfumature dell’offerta artistica e culturale di questa splendida regione». Numerosi gli eventi e le iniziative legate alla mostra che permette la scoperta di aspetti misteriosi e affascinanti di un popolo che ha quasi unificato Nord e Sud della Penisola. Per ulteriori info visitare il sito del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.


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