Scavi di Pompei, sfregiato affresco di Bacco e Arianna

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E’l’ennesimo atto vandalico perpetrato ai danni del nostro patrimonio culturale, lo sfregio questa volta ha riguardato una piccola porzione di un affresco raffigurante Bacco e Arianna presente in una delle domus del Parco Archeologico di Pompei chiuse al pubblico nella Regio IX, insula 5, 14-16. Il direttore generale del parco, Massimo Osanna, ha presentato denuncia ai carabinieri per atti vandalici affermando che “un custode ha segnalato alla direzione un atto vandalico in una domus chiusa al pubblico. A seguito di un immediato sopralluogo dei tecnici del parco archeologico è stato rinvenuto il danneggiamento di una porzione di circa 10 centimetri di un quadretto raffigurante Bacco e Arianna“. Evidentemente l’atto vandalico è avvenuto in un momento di grande concentrazione turistica come nelle prime domeniche del mese quando l’ingresso è gratuito per tutti e i pochi custodi fanno fatica a tenere sotto controllo tutta l’area. La conta dei danni per il sito vesuviano comporta sempre delle sorprese poichè molti turisti, soprattutto stranieri, si dimostrano indisciplinati con atteggiamenti poco consoni ad un luogo dell’importanza di Pompei. Molti i tentativi di portarsi a casa souvenirs o di lasciare le proprie tracce nel sito. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, è stato l’imbrattamento con succo di melagrano di una fontana recentemente restaurata. Problema sollevato anche dalle numerose guide turistiche presenti che si lamentano che, specie nelle domeniche gratis, si intravedono gruppi di visitatori a frotte senza i dovuti controlli, aggirarsi senza alcun rispetto tra le domus, provocando danni immensi al patrimonio. Ma il problema non è presente soltanto a Pompei, atti del genere si sono verificati anche nella Reggia di Caserta e al Colosseo.
Intanto la responsabile degli Scavi, Grete Stefani ha subito presentato denuncia presso la stazione dei carabinieri interna agli Scavi e la direzione ha successivamente mobilitato i propri restauratori per avviare le procedure di recupero e restauro. “Mi auguro che vengano presto identificati i responsabili – afferma Osanna – chi compie questi atti ferisce l’Italia e il suo patrimonio culturale“.


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